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Cinema

Losers: la serie Netflix dei perdenti sportivi

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Losers

La storia è scritta dai vincenti, tranne particolari eccezioni.

Losers è una docu-serie uscita (un po’ in sordina) su Netflix nel 2019, e che racconta la storia di otto atleti sfortunati e di come, dopo essere stati messi alla prova dallo sport e dalla vita, sono riusciti a rialzarsi, in un modo o nell’altro.

Anche se il tema dei perdenti, insieme alle grandi vittorie, è uno dei più abusati nelle docu-serie sportive, questi documentari non si basano solo sulle emozioni e disavventure degli atleti, ma mettono in rilievo anche la storia e l’importanza di sport (ai più) sconosciuti in Italia, e non solo.

A volte si vince, a volte si perde

Le otto puntate autoconclusive di Losers sono molto diverse fra di loro eppure, tutte dedicate a sport differenti dove il concetto di sconfitta cambia radicalmente: una disfatta ad un torneo importante, un talento sprecato a causa della mentalità o un successo negato per colpa di pregiudizi sono solo alcuni dei temi affrontati dalla serie.

Losers

Ogni episodio è un’intervista ad un atleta di circa 40 minuti, in cui esso racconta come si è avvicinato allo sport in questione, cosa significa quella disciplina per lui e, infine, narra la dolorosa sconfitta che ha cambiato per sempre la sua vita, e a volte anche la storia dello sport stesso. La caratteristica principale dei racconti è l’oggettività alla base: essi non risultano mai sfarzosi o abbelliti ma credibili e malinconici, visto il tema che collega tutte le puntate.

Inoltre, la docu-serie è pensata proprio per tutti, anche per chi è totalmente neofita in materia. Durante le puntate, infatti, viene spiegato ogni possibile particolare dello sport, per capire al meglio gli obbiettivi e le sensazioni provate dall’atleta.

Ogni Losers ha la sua rivincita?

Durante il corso della puntata, la parte più tecnica riguardante lo sport viene abbandonata per parlare principalmente dell’esperienza dell’atleta, senza però mai abbandonare l’oggettività e veridicità nel narrare i fatti.

Losers

Ovviamente il punto saliente del racconto è il momento del fallimento, ma molto spesso a rubare la scena è la conclusione della storia: seppur infatti molte delle puntate abbiano un finale basato sulla rivalsa, alcune di esse non presentano un vero lieto fine, lasciando nel fruitore un senso di delusione e rendendo il prodotto ancora più interessante e credibile.

Un’altra buona intuizione di Losers è quella di riempire le parti in cui mancano video o foto con disegni animati: essi, anche se semplici, risultano ben fatti e spezzano il ritmo, evitando un’inquadratura fissa (ndr, e noiosa) sul primo piano dell’intervistato.

Una vittoria non perfetta

Anche se la serie ha degli evidenti pregi, essa non è esente da difetti.

Il fatto che ogni puntata sia a sé stante e completamente diversa dalle altre risulta un’arma a doppio taglio: se da un lato può invogliare ad andare avanti con le storie, alcuni episodi risultano inevitabilmente più riusciti di altri e quindi la qualità della serie risulta nel complesso un po’ altalenante.

Losers

Inoltre, alcuni spettatori potrebbero rimanere indifferenti ad alcune puntate di Losers a causa della grande varietà di temi trattati, a volte totalmente inaspettati all’inizio delle interviste. L’episodio, quindi, potrebbe prendere una piega diversa da quella iniziale in ogni momento e diventare improvvisamente noioso per chi non è particolarmente interessato al tema trattato.

Una serie per sportivi, ma non solo

Losers è nel complesso una serie eccentrica che ha l’obbiettivo di far conoscere allo spettatore sia lo sport trattato sia l’esperienza singolare dell’atleta intervistato.

L’unione di puntate profondamente diverse, in cui la storia dello sport e i sentimenti dell’atleta si alternano, danno vita ad un buon prodotto Netflix, perfetto sia per gli sportivi, sia per gli spettatori appassionati di esperienze personali ed intense interviste.

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Sono un ragazzo di 22 anni con la passione per l'ecologia, la musica e i film di serie Z. Nel tempo libero narro vicende dimenticate su cyberdude, perché tutte le storie valgono la pena di essere raccontate.

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