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D&D – Build rotte e dove trovarle

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Less is [not] More

Siete giocatori di d&d? Se sì, vi siete mai chiesti quale fosse la build* più illegale della 5e?
Se non siete giocatori di d&d o non avete mai approcciato la 5e** vi basta sapere che è l’ultima edizione del famoso gioco di ruolo marchiato Wizards of the Coast (produttrice dell’altrettanto famoso Magic The Gathering) e rispetto alla terza edizione, presenta un gameplay più snello, nel bene e nel male.

Meno regole da osservare nel combat system, ma anche molti meno oggetti magici, con il dispiacere di qualunque caster*** che si illuda di droppare qualcosa di utile dal cadavere dell’incantatore che ha appena ammazzato a suon di fulmini (true story).
Se vi state chiedendo perché vi stia parlando di una terza edizione e non di una quarta, è presto detto, noi di Cyberdude non ne parliamo. La quarta edizione non esiste, fine della storia, addio, ciao.


*buildare un personaggio significa deciderne le caratteristiche (forza, destrezza, intelligenza ecc..) stabilire che incantesimi usa (se ne fa uso), se ha qualche specializzazione in particolare; insomma, progettare un avventuriero nei minimi dettagli

**così come si scrive ‘2’ quando si fa uscire il sequel di un film o di un videogioco, in Dungeons&Dragons escono le ‘Edizioni’, ognuna con degli approfondimenti in più per quanto riguarda razze, classi, mostri e via dicendo

***dall’inglese ‘to cast’ che letteralmente significa ‘lanciare’ è il termine con cui si identifica l’azione di eseguire una magia, ‘caster’ è un termine a ombrello che identifica quelle classi che si basano sul lancio degli incantesimi


Scegliete la vita, scegliete il Multiclassing in d&d

Tornando alla 5e di d&d, meno parametri da seguire significa anche molta meno personalizzazione per quanto riguarda la costruzione del personaggio e questo si traduce principalmente in due difetti, ugualmente importanti:
Il primo è che, in linea di massima, i personaggi di una stessa classe tenderanno ad assomigliarsi un po’ tutti, quindi il giocatore potrebbe non sentire particolarmente “suo” quel personaggio che ha progettato.

Il secondo è che si crea una sorta di “tetto” oltre al quale la potenza di un pg*, nella sua accezione più generale, non aumenta più di tanto.
Ovviamente tutti questi discorsi non si applicano se si ha un master poco fiscale o permissivo nel drop di oggetti rari, leggendari ecc, i quali possono far fare al personaggio un notevole salto di qualità, per non parlare di quei particolari “buff”** creati ad hoc per la campagna e concordati tra master e giocatore. Ma, regole alla mano, questa è la situazione. Come aggirare questo problema?
La risposta è: multiclassando.


*abbreviazione di ‘personaggio’

*di nuovo un termine a ombrello con cui si identifica un “potenziamento”

 

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Il mio nome è Legione, perché siamo in tanti

Come si può intuire dalla parola, il multiclassing è una funzione di d&d che permette di sommare una o più classi a quella già esistente del tuo pg, ottenendo così un vero e proprio ibrido.
Molto popolare nelle campagne di livello medio basso (idealmente da lv1 a lv9/10) per la meccanica del dipping (“spizzicare” in italiano) ovvero limitarsi a prendere uno o due livelli di un’ altra classe per sopperire a qualche punto debole del proprio personaggio o viceversa per dargli quella spinta in più che potrebbe agevolarlo in determinate situazioni, il multiclassing può anche rivelarsi un ostacolo ai livelli più alti, poiché va a rallentare la crescita del personaggio in un range dove le capacità sbloccate grazie al level up diventano decisamente rotte.
Se per esempio avessimo un party di personaggi al livello 7 e uno dei giocatori decidesse di multiclassare, dopo 3 livelli avremmo un party al livello 10 con quel giocatore che avrà il personaggio, sì, al 10° livello ma composto da una classe lv7 e un altra classe al lv3 e che quindi non potrà godere dei benefici di un lv10, a differenza degli altri pg “puri”.

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Coffeelock, signore, come la bevanda

Detto questo, ho esordito parlando di build rotte, quindi è ovvio che il multiclassing c’entri qualcosa, anzi, c’entra sempre. Se volete rendere il vostro pg una macchina da guerra, il multiclassing diventerà il vostro migliore amico.
La build di cui vi sto parlando fa parte delle così dette optimized build (ovvero tutte quelle build da multiclassing progettate per fare power play*) ed è universalmente riconosciuta come una delle più forti di tutta la 5e, tanto da essersi persino meritata un “nerf”** da Jeremy Crawford, autore di giochi di ruolo ed in particolare del secondo Manuale del Giocatore della 4e (4e? e che cos’è?) ma ne parleremo più tardi.

Partiamo dal nome: nelle community è nota come Coffeelock o Coffee Sorlock.
Innanzitutto, Sorlock deriva dall’unione delle parole SORcerer e warLOCK***, ovvero quei caster che ad ogni level up vanno a scegliere quali incantesimi desiderino imparare; a differenza del mago, ad esempio, che li conosce tutti (di quelli della sua lista) e ogni giorno sceglie quali userà, annotandoli sul proprio libro. La ragione per cui si sceglie di accostare Sorcerer e Warlock è semplice, entrambi sfruttano SOLO il Carisma per lanciare  i loro incantesimi, questo consente al giocatore di poter concentrare la sua build su una sola caratteristica, invece che diluirla in due o di più. Intendiamoci, anche il Paladino e il Bardo scalano su carisma per castare le loro magie, ma la differenza è che ci si può permettere di creare un Sorcerer o un Warlock “monoskill”*** mentre può essere rischioso fare lo stesso con un Bardo ed è assolutamente idiota farlo con un Paladino.
Mentre il motivo per il quale viene chiamato Coffeelock è presto detto… Avete presente quella scena di Lord of War dove Nicholas Cage si fa una striscia di brown brown, ovvero una mista di cocaina e polvere da sparo?
Ottimo, immaginate Voldemort che se ne sniffa dieci. Quello è il Coffeelock.

Così, per gradire, vi allego la pagina wiki dedicata alle optimized builds, per il power player che non deve chiedere mai.


*fare del power play, banalmente, significa ‘giocare per vincere‘ e in d&d si traduce nel costruire il pg in maniera efficace, ad esempio accostando alla razza giusta la classe giusta, se si vuole fare un ladro si sceglierà una razza portata alla furtività e alla discrezione, come elfi e hobbit; chiaramente questa è soltanto la punta dell’iceberg, il power play va ben oltre la scelta “razza-classe”

**in ambito di gaming, ‘nerfare’ potrebbe essere tradotto sia come ‘indebolire’ che come ‘aggiustare’ e viene usato moltissimo nei giochi online, sopratutto MOBA e FPS; quando la casa di produzione si rende conto di aver realizzato un personaggio troppo forte, questo viene corretto, magari riducendone il danno o addirittura cambiandone alcune abilità (in questo caso si può parlare anche di reworking)

***in d&d non esistono sinonimi: il Sorcerer (tradotto come Stregone) viene definito come quell’individuo dotato di  particolari capacità magiche innate, a differenza del Wizard (il Mago) che ha dovuto studiare per impararle; per il Warlock, invece, non esistono traduzioni efficaci, nonostante si scelga convenzionalmente il termine ‘fattucchiere‘ viene definito come warlock un individuo che ha stipulato un accordo di fedeltà con un’ entità molto più potente di lui, il Patrono, la quale lo ha ripagato con dei particolari poteri magici; nella fattispecie, si può dire che il warlock è colui che ha fatto un ‘patto col diavolo’

****un Ladro ha bisogno di Destrezza per effettuare acrobazie o attacchi furtivi, a un Mago serve Intelligenza per lanciare i suoi incantesimi, viceversa un Barbaro o un Guerriero hanno bisogno, sì, di Forza per brandire le loro possenti armi ed effettuare attacchi spaventosi, ma devono anche contare sulla Costituzione per sopportare un elevato numero di ferite durante la battaglia; certe classi si prestano molto più di altre a build che scalano su una sola caratteristica e per questo vengono definite ‘monoskill’

 

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Una build per domarli

Il funzionamento di questa build è piuttosto semplice, dopotutto stiamo parlando di uno spammer* e si basa sulla capacità unica del Sorcerer di poter convertire gli slot incantesimi in punti stregoneria, ovvero una sorta di “carburante” che il Sorcerer può (e deve) sfruttare per applicare ulteriori buff ai suoi incantesimi, ad esempio potenziandone i tiri per il danno o gemellando l’incantesimo stesso in modo da poter bersagliare più avversari.
Una volta esauriti, i punti stregoneria possono essere riutilizzati solo dopo un riposo lungo** o, in alternativa, sacrificando uno slot incantesimo ed ottenendo un numero di punti stregoneria pari al livello dell’incantesimo stesso, chiaramente vale anche il discorso inverso. Stesso discorso vale per gli slot incantesimo***, i caster li riacquisiscono dopo un riposo lungo.
Tutti i caster.
Tranne il warlock.

Questo significa che dopo appena un riposo corto, il Coffeelock dispone di una nuova riserva di slot incantesimi che può convertire in punti stregoneria, fatto ciò il giocatore può convertire quei punti stregoneria in nuovi slot incantesimi (spendendo un equivalente numero di punti stregoneria a seconda del livello dello slot incantesimo interessato).
E qui arriviamo al nerf di Crawford, che su twitter si è rivolto a tutti i masters della community, affermando che gli slot da warlock potessero essere usati soltanto per le magie da warlock. Un parametro immotivato dal punto di vista della lore ma che riporta il coffeelock al livello dei comuni mortali; fatevi furbi quindi, acqua in bocca con il master.


*quando su mortal kombat per cabinato premevate tutti i tasti a casaccio finché il match non finiva o quando su tekken non facevate altro che premere X per tirare il calcio stavate praticando la nobile arte dello spamming, solo che ancora non lo sapevate

**anche i vostri personaggi hanno bisogno di riposarsi e ricaricare le batterie, sia per riprendersi dalle ferite che per recuperare i loro slot incantesimo; un riposo corto equivale a una pennichella mentre un riposo lungo equivale a una salutare dormita

***lo slot è la cartuccia, l’incantesimo è il proiettile… E VOI SIETE LA FOTTUTA DESERT EAGLE CALIBRO 12

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Io so’ io e voi nun siete un c*zzo

Concludendo con dei tecnicismi, è fortemente consigliata la razza dei drow per l’incremento di 1 al Carisma, oltre che per la comodissima infravisione, ovvero una visione al buio che permette di vedere fino a 36m, a differenza dell’incantesimo “scurovisione” che non va oltre i 18m. Esiste poi la Devil’s Sight, una supplica occulta del warlock che permette di vedere anche nell’oscurità magica, fossi in voi la prenderei in considerazione perché con quella potrete vedere praticamente ovunque a meno che non vi castino cecità contro.

Per la disposizione dei livelli multiclasse, invece, va un po’ a vostra discrezione anche se le community raccomandano fortemente di avere soltanto un’ infarinatura da warlock, non prendendo mai più di 3 livelli e concentrarsi poi unicamente sul Sorcerer, per ovvie ragioni.

I livelli da warlock vi saranno utili, come già detto, per il discorso delle spell ristorabili dopo un riposo corto, per le suppliche e sopratutto per Eldritch Blast, tradotto come Deflagrazione Occulta, il trucchetto più forte di tutta la 5e.
In tutto questo, l’avere il tiro salvezza su Costituzione da parte del Sorcerer vi permeterà di aumentare sensibilmente le probabilità di non interrompere forzatamente il cast se subirete dei danni, una capacità molto preziosa.

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