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Per la prima volta, la piattaforma YouTube è andata in down

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YouTube: error 404

La prima cosa che ho fatto oggi quando mi sono svegliato è stata ciò che ogni Homo Cyber farebbe: ho googlato la questione: Downdetector segna le 01:17 AM con un picco di 9396 reports. 

Ad ora, le notizie in merito sono poche, soltanto alcuni sporadici articoli parlano di come il down sia stato localizzato sia in Europa che in America, e anche loro fanno riferimento ai dati di Downdetector.

Immaginate la situazione: mi trovavo in camera a studiare per la tesi di laurea e completamente annichilito dall’apatia della quarantena, apro YouTube per la decima volta in dieci minuti, in cerca di qualcosa che ammazzi le mie sinapsi, ma il video non parte.

Dal momento che abito in una zona dove il segnale wifi non è esattamente abbondante, non sono stupito, refresho. Stavolta il video parte ma la schermata non carica, cosa strana ma non gli do peso.

youtube

A riscuotermi ci pensa un mio amico che mi scrive su Whatsapp dicendomi che youtube è in down ed è decisamente più in hype di me a riguardo. Riapro youtube ed effettivamente è morto.

Controllo su internet: nessuna notizia ufficiale, giusto qualche tweet.

Il mio amico, che chiameremo Guy Montag, mi garantisce che una cosa del genere, nella storia di YouTube, non è mai accaduta, e che ogni minuto che passa equivalgono a milioni di dollari bruciati per la celeberrima piattaforma.

La prima cosa che penso, non appena lo realizzo, è che il karma esiste. E’ da molto tempo che non nutro simpatie per YouTube, più o meno da quando si è trasformata in una Disney Channel 2.0 che scoraggia la libera informazione ma non ha l’onestà intellettuale di bannare permanentemente quelli che, a livello umano e non per un algoritmo fatto male, hanno decisamente passato il limite.

Però ehi, sono canali da milioni di iscritti, quindi non farlo più eh?

Youtube Down: le ipotesi

Guy Montag (che studia ingegneria informatica e mi ha dato ripetizioni di javascript per il mio ultimo esame all’università) alla mia richiesta di quale potrebbe essere secondo lui la causa di questo fulmine a ciel sereno, mi fornisce due ipotesi in ordine di probabilità:

  • La prima è l’errore umano; senza entrare in tecnicismi, può capitare che per distrazione, sbagliando a scrivere un elemento di programmazione si mandi a cozze l’intero sistema;
  • La seconda è un cortocircuito dei server, ovvero lo spazio dove sono raccolti i video che YouTube riproduce sui nostri dispositivi, che è anche la spiegazione più accreditata e che parla di “problemi ai server”.

Ma il buon Guy Montag è categorico in questo: a prescindere da quale sia la spiegazione, la probabilità che accada è talmente minuscola da risultare letteralmente incredibile.

Eppure: YouTube è stato in down.

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