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VAPORWAVE 101 (Parte 1): Dove il passato riecheggia nel presente

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Esempio di elaborato estetico della cultura Vaporwave

L’introduzione (quasi) omnicomprensiva di Cyberdude sul movimento che rende la rete A e s t h e t i c

Sia che siate casual explorers o internauti esperti probabilmente tutti voi sarete incappati in foto o video di pubblicità o anime anni ottanta, talvolta distorti o modificati all’estremo quasi fossero parte del nastro di una vecchia videocassetta ammuffita, accompagnati da una musica alquanto sinistra che al contempo sembra volerci rassicurare e avvolgere le nostre povere anime in un turbine di ricordi e nostalgia.

Se questo fosse il caso allora avete fatto esperienza della cultura Vaporwave. Siete curiosi di fare un viaggio nel passato, conoscere la storia del movimento e il suo significato?

Questa è la prima parte di VAPORWAVE 101: una serie di articoli sul fenomeno che ha stregato internet e lo ha reso più bello.

Elementi distintivi della cultura A e s t h e t i c

Il movimento è definito da una forte attrazione verso il passato, dal suo grande senso di critica all’iperconsumismo e dalla grande furia di compravendita venuta con esso.

Pensate al suo nostalgico richiamo, al fascino dei suoi colori pastello-neon e la sensualità del suo dolce suono, costellato di imperfezioni che come gli adesivi su una vecchia valigia, i graffi su una chitarra o i tatuaggi sul vostro corpo, narra una fantastica odissea dove i protagonisti siete voi, le vostre avventure in spiaggia, le vostre uscite in discoteca, le vostre cottarelle e i vostri più grandi rimpianti di un passato che all’apparenza si fa sempre più lontano, ma che grazie alla vaporwave ripercorre la vostra schiena con un brivido, come fosse un sorso di brodo caldo.

Lo so, lo so, ci siamo lasciati un po’ prendere la mano. Per riassumere, la Vaporwave assume il ruolo di una vera e propria pubblicità, dove il passato viene ceduto al miglior offerente. E sono proprio le pubblicità, assieme al classico busto marmoreo, che costituiscono forse la più grande fetta del movimento.

A differenza di come si pensa la tecnologia ha un grande impatto sul movimento, attraverso la comparsa di grafiche in 3d ed elementi caratteristici di videogiochi provenienti dagli anni ottanta e novanta.

Stati Uniti e soprattutto il Giappone, con il loro capitalismo e l’impatto della loro cultura sul resto del globo, manifestano il loro potere anche sul movimento, con iscrizioni in caratteri giapponesi, elementi estetici orientaleggianti e samples musicali. Soggetti provenienti da manga e anime giapponesi sono un must per il movimento, per non parlare poi

dello stile di scrittura veramente, veramente aestetico, ampio, arioso, con uno spazio ogni tre per due e con cretinate in giapponese alla fine di ogni cosa

エ░プ░ス░タ░イ░ン░は░自░殺░し░な░か░っ░た.

I canoni della Vaporwave

Il movimento in sé può essere distinto in tre qualità, atte a dargli un senso, una forma e uno scopo.

Innanzitutto la Vaporwave è nostalgica. Ripetiamo: reminescenze di un passato glorioso di iperconsumismo eccetera eccetera. Tempi migliori e gioventù bruciate, come detto prima.

Dopodiché è plunderfonica. Questo bizzarro aggettivo deriva da Plunderphonics (approssimativamente Saccheggiofonia): termine coniato dal musicista sperimentale John Oswald. Secondo Oswald:

“Un plunderphone è una citazione sonora riconoscibile, che presenta effettivamente il suono di qualcosa di familiare che è già stato registrato […]”

Con questa definizione viene risaltato il processo del sampling o campionamento. Questo processo è caratteristico del genere Vaporwave, di una moltitudine di brani EDM e di microgeneri musicali riconducibili, ma non appartenenti, al movimento. Un esempio è la musica Lo-Fi HipHop, di cui parleremo più approfonditamente in prossimi articoli.

Infine la Vaporwave è ipnagogica. Altro termine bizzarro, lo so. In parole povere per stato mentale ipnagogico si intende quel breve segmento di tempo che precede direttamente il nostro sonno, nel quale la nostra mente potrebbe percepire allucinazioni: i cosiddetti sogni ad occhi aperti. E cosa è la Vaporwave se non un sogno, un viaggio nel tempo, una droga?

Le origini del movimento

E’ abbastanza difficile riuscire a trovare un punto preciso dove tutto è iniziato, un fondamento dove tutti i canoni del movimento trovino la loro coesione per la prima volta nella storia di internet.

Senza ombra di dubbio il nostro primo contatto con il genere si è verificato a partire dal 2011 con il brano affettuosamente definito “il Sacro Graal della Vaporwave“, ossia la traccia audio リサフランク420 / 現代のコンピュー (Lisa Frank 420 / Modern Computing) della artista e compositrice statunitense Ramona Xavier (Macintosh Plus al tempo della pubblicazione della traccia e dell’album a cui appartiene, ossia Floral Shoppe).

Nonostante ciò, non si tratta della più antica reliquia del movimento. Questo titolo, invece, spetta a nobody here, traccia dell’artista statunitense Daniel Lopatin (Oneohtrix Point Never), figura paterna della Vaporwave, pubblicata nel 2009 sul suo canale YouTube sunsetcorp.

Si tratta di una sequenza in loop di 2 minuti e 4 secondi di un segmento di Lady In Red, ballata romantica del 1986 di Chris DeBurgh. Daniel sarà riconosciuto in seguito non solo come fondatore del movimento, ma come uno dei suoi più importanti pionieri, grazie all’influenza di album come Chuck Person’s Eccojams Vol.1.

Il nome Vaporwave sembra invece derivare dal nome attribuito postumamente all’album New Dreams Ltd. di Laserdisc Visions (ulteriore alter-ego di Ramona Xavier) dal produttore statunitense Will Burnett. Quello che molti non sanno è che la citazione deriva dal pensiero di nientepocodimeno che Karl Marx. Criticando il capitale monetario, e il denaro in sé, Marx afferma che:

“Se volessi afferrarlo, evaporerebbe dalla mia mano in un misero fantasma di benessere.”

(Marx 1858: 920. Tratto da “Marx’s Theory of Money: Modern Appraisals”, autori vari, ©2005 PALGRAVE MACMILLAN)

Come il denaro la vaporwave è di conseguenza solo un concetto, uno stato della mente. Etereo come la luce e inafferrabile come il vapore.

Diffusione del movimento

Abbiamo nominato precedentemente il Sacro Graal, traccia audio leggendaria per tutti gli amanti del genere e della sua corrente artistica. Essa, oltre a divenire simbolo e manifesto culmine del movimento stesso, entrò inconsapevolmente a far parte della cultura di internet, dove si sparse a macchia d’olio contagiando gli utenti delle maggiori piattaforme social con le note di It’s Your Move, della cantante statunitense Diana Ross. Divenne inoltre protagonista di una vagonata indescrivibile di memes e critiche da parte del popolo della rete.

A partire da questo momento, la Vaporwave divenne mainstream.

Dopo l’avvento di artisti come Daniel Lopatin, Ramona Xavier e James Ferraro, la “Febbre Vaporwave” si abbatté come una tempesta sulla rete, travolgendo e consumando tutto ciò che trovava sul suo cammino. Sempre più artisti amatoriali, musicisti professionisti o semplici appassionati vollero avere un assaggio di questa ventata di freschezza anni 80-90.

Il movimento si sparse a macchia d’olio dapprima su 4chan, Reddit e Last.fm per poi confluire sulle maggiori piattaforme social (Facebook, Vine, Pinterest e, molto più tardi, Instagram). Furono stabilite regole, canoni, schemi. Il “Sacro Graal” divenne l’icona del movimento stesso e venne utilizzata come carbon-copy per una moltitudine di elaborati artistici e musicali, che venivano pubblicati su SoundCloud e Bandcamp.

Fu soprattutto su YouTube che la Vaporwave ebbe il suo picco di popolarità. Innumerevoli canali contribuirono a distribuire musica sulla piattaforma, dove si moltiplicò come il pane con Gesù Cristo. Nomi familiari, già risentiti, come i leggendari Artzie Music, FeelingInTheBeat e Real Love Music con la Future Funk (dove il nostro connazionale 悲しい ANDROIDAPARTMENT troverà la sua fama. Segnate questo nome, perché ci sarà una sorpresina UwU); Electronic Gems e LuigiDonatello con una grandissima scelta tra Vaporwave e Synthwave; ElFamosoDemon, TriangleMusic e DEBOIN per formare il vostro repertorio Lo-Fi Hip Hop oltre che Vaporwave; infine per un esperienza del movimento nella sua forma classica VvporTV e Sound Station.

La rete impazzì. Memes seguitarono ad essere influenzati dal movimento e col passare dei giorni divennero sempre più a e s t h e t i c. L’amore per la bassa fedeltà riuscì a stregare il mondo.

Simpsonwave e i suoi derivati

L’influenza vaporwave continuò ad espandersi come un’epidemia, e una grande varietà di fenomeni si svilupparono in parallelo ad essa. Uno di quelli più bizzarri e al contempo affascinanti rimarrà la Simpsonwave. Corrente estetica più che musicale, secondo KnowYourMeme ebbe la sua origine sulla oramai defunta piattaforma social media Vine dall’utente Spicster.

La breve clip mostra lo spezzone di un episodio della famosissima serie televisiva americana di Matt Groening, dove è stata montata come sottofondo musicale Resonance, traccia synthwave dell’artista statunitense HOME. Da quel momento in poi molti altri creatori contribuirono alla scena, come il noto Lucien Hughes.

Il fenomeno citato ha contribuito alla comparsa di nuovi video, con diversi soggetti e altrettanto variegati brani musicali annessi, i quali erano per la maggior parte estranei alla stesso movimento Vaporwave. Questa fu una delle cause della comparsa della Fringewave, termine con cui viene dispregiativamente definita l’approssimazione della cultura Vaporwave. Molti per questo definiscono la Simpsonwave, assieme ad altri fattori, una delle cause del declino del movimento.

La “morte” della Vaporwave

Molti internauti come noi sono incappati in una frase, composta di tre parole, emblematica ed enigmatica allo stesso tempo. C’è chi vuole considerarla un buon vecchio meme, come può essere considerato tutto il movimento, ma molti hanno saputo cogliere un significato ben diverso, molto più letterale e sinistro, che si celava tra quelle lettere. La frase in questione è questa:

VAPORWAVE IS DEAD. LONG LIVE VAPORWAVE.

Cosa vuol dire veramente “La Vaporwave è morta“? È veramente morta? Ma soprattutto cosa l’ha uccisa?

Cerchiamo ora di affrontare insieme le cause di questo “lutto” dal punto di vista di un fanatico.

  • Per prima cosa la grande approssimazione del movimento stesso. Come tutte le culture di internet, anche la vaporwave è stata soggetta al cambiamento e all’evoluzione, che ha portato contrasti al suo interno.
  • Da qui è derivata la frammentazione. La Vaporwave ha subito scissioni e rivoluzioni interne, come fosse una Francia ottocentesca, portando alla creazione di innumerevoli e diversificati sottogeneri di cui parleremo più approfonditamente in un prossimo articolo. Molti di essi non vogliono appartenere al movimento, mentre altrettanti si identificano con esso, non rispettandone però i canoni estetici e musicali.
  • Per questo nacquero correnti estetiche alternative, come la prima citata simpsonwave, le quali hanno soltanto contribuito a rendere i confini del movimento molto più confusi inserendo nei loro elaborati artistici “cose non vaporwave”.
  • Da qui nasce il fenomeno “Fringewave”, di cui abbiamo precedentemente discusso.
  • Un grande ruolo è stato infine giocato dalla privatizzazione del patrimonio vaporwave. Molti artisti della scena ne sono stati vittima, Ramona Xavier compresa. E no, non stiamo parlando delle physical releases o del merch in generale, bensì della creazione di case discografiche a tema Vaporwave. A detta di molti questo annichilisce il principio plunderfonico del movimento eccetera eccetera.

Noi, per fortuna, non siamo fanatici. Ci piace pensarla come un utente Telegram che abbiamo conosciuto. Gli abbiamo posto questo esatto quesito e la risposta, nella sua semplicità, ci ha lasciato felicemente a bocca aperta. Citandolo lui disse:

“Ma te ne frega?”

Da critica e presa in giro, la frase “Vaporwave is dead. Long live Vaporwave.” divenne un vero e proprio meme, assumendo in conclusione il ruolo di motto ufficiale del movimento.

Il senso della musica, dopotutto, è il senso dell’arte. Esiste per essere assaporata, gustata fino in fondo, senza farsi domande. Un labirinto dove perdersi e non uscire più. Un dolce ricordo di un tempo che fu. Una presa per i fondelli, una critica ad altre forme d’arte. Una eterna lotta tra bello e giusto. Nell’arte non esiste la purezza. Esiste l’imperfezione, e la Vaporwave è bellissima perché ne è la più grande esponente.

Ringraziamenti

Questo articolo non sarebbe esistito senza il contributo di tutti quelli che hanno portato avanti il movimento. Uno speciale ringraziamento va soprattutto al nostro collega Pad Chennington, virtuoso Vaporwave e grandissimo esperto, i quali video hanno fatto nascere in noi qualcosa di più di un semplice amore per la musica. Thank you, pal! You’re amazing!

Ringraziamo inoltre il gruppo telegram vaporwavenightイタリア, senza il quale probabilmente avremmo scritto qualche stupidaggine, e senza il quale probabilmente ne scriveremo in futuro.

Soprattutto io, autore, ringrazio infinitamente il mio collega e amico Lightex, amatore della musica e autore nel sito. Senza di lui molte cose non sarebbero mai state dette, e sono veramente felice che mi abbia dato supporto nella stesura di questo piccolo articolo.

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Aspirante doppiatore, nerd fulltime. Shitposter just for fun. È il re dei topi, dei gatti e dei pirati. Internauta e gamer da quando era bambino. Va matto per i biscotti. Fa schifo a Smash Bros.

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