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Twitch Plays Pokémon: quando in 100’000 sconfissero la Lega

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Cosa potrebbe succedere se si giocasse a Pokémon insieme ad altri centomila sconosciuti da tutto il mondo?

Questo è ciò che è accaduto nel febbraio del 2014, quando su Twitch un programmatore sadico tentò un esperimento a dir poco diabolico: lasciare il povero Red, da Pokémon Rosso, nelle mani di migliaia di persone diverse. Migliaia di menti gli avrebbero ordinato di compiere le azioni più disparate, spesso discordanti. L’obiettivo? Sconfiggere la Lega Pokémon, che domande!

Una schermata di Twitch Plays Pokémon

Una schermata di Twitch Plays Pokémon

Odissea a tema Pokémon

Andiamo con ordine. Il 12 febbraio del 2014, sul canale “Twitch plays Pokémon” partì una versione di Pokémon Rosso collegata alla chat di Twitch grazie alle magie della programmazione. Sarebbe bastato commentare uno dei pulsanti del Game Boy originale (A, B, start, select, su, giù, destra o sinistra) e il gioco avrebbe risposto agli input concordemente, spostando il personaggio, aprendo i menu o scegliendo le mosse da usare in battaglia. Tutto molto semplice, in teoria. Nella pratica, Red ricevette centinaia di comandi al minuto, portandolo a muoversi a caso per tutta la mappa, scegliere e gettare oggetti dallo zaino, aprire e chiudere il pokédex, usare i suoi pokémon in modo tutt’altro che competitivo o, più semplicemente, sbattere la testa contro ogni albero della regione di Kanto.
Ma i giocatori, che di giorno in giorno divennero sempre di più, iniziarono a collaborare e riuscirono faticosamente ad avanzare nel gioco. Una squadra di pokémon variegata iniziò a costituirsi: ABBBBBK, detto “Abby”, è il Charmander che diede inizio a questo team in balia del caos, seguito da “Bird Jesus“, un Pidgey che sarebbe poi evoluto in Pidgeotto e che avrebbe accompagnato Red fino alla fine. E poi anche “Jay Leno”, un Rattata mascotte del gruppo; “SPEAROW”, uno Spearow scambiato subito per un Farfetch’d soprannominato “Dux”; e moltissimi altri pokémon soprannominati un po’ dalla fantasia dei giocatori e un po’ dalla volatilità del cursore sulla tastiera per rinominare i pokémon. Una squadra, insomma, che cambiò identità molto spesso, in quanto tanti pokémon venivano catturati e tanti altri venivano rilasciati, anche quei pokémon a cui molti erano affezionati. Il caos non diede tregua: se i troll si presentavano al momento sbagliato nel posto sbagliato (come nel box dei PC dove è possibile rilasciare i pokémon), la squadra di Red era condannata alla decimazione.

Nonostante questo, i veri nemici di Red non furono i troll, bensì – chi l’avrebbe mai detto – il Team Rocket, o meglio ancora il loro rifugio di Azzurropoli.

Il rifugio del Team Rocket, una delle fasi più complesse di tutto il gioco.

Il rifugio del Team Rocket, una delle fasi più complesse di tutto il gioco.

Democrazia o Anarchia

Il rifugio di Azzuropoli è stato uno dei luoghi più frustranti per tutta la comunità di Twitch Plays Pokémon. Per chi non se lo ricordasse, il rifugio è costellato di piattaforme che spostano il giocatore in ogni direzione, disorientandolo. Non solo: uno dei pokémon di Red, un Raticate soprannominato Digrat, conosceva la mossa “Fossa” che permette di fuggire da una caverna o…da un edificio sotterraneo, ritornando all’esterno. Più volte Red è stato costretto a fare avanti e indietro da quel rifugio. Superare questa fase del gioco richiese un giorno intero, al termine del quale lo stesso creatore dell’esperimento decise di implementare un nuovo sistema: i giocatori, oltre a decidere i comandi, poterono anche decidere tra “Anarchia” e “Democrazia”. In Anarchia si giocava come prima, mentre in Democrazia i comandi venivano scelti tramite una sorta di “votazione” in cui il comando più commentato durante un certo intervallo di tempo veniva poi usato come input nel gioco: una modalità meno caotica ma molto più fruttuosa.
E mentre il gioco iniziava ad essere citato anche su 4chan, Reddit e su tanti altri siti nel settore videoludico, la comunità di Twitch Plays Pokémon cresceva a dismisura. La casualità, il gioco di squadra, la tensione nel vedere i progressi di un Red in preda al desiderio di comando di decine di migliaia di persone continuava ad attirarle quasi morbosamente. Tutto questo portò l’esplosione del fenomeno: Twitch Plays Pokémon raggiunse oltre centomila spettatori nelle giornate di maggior traffico. Giornate come quella finale, dopo sedici giorni di travaglio, in cui Red riuscì a sconfiggere Blu ed entrare nella Hall of Fame, tra le lacrime di gioia dei suoi spettatori. La fine di un’epopea? No, l’inizio della storia di una comunità che nel corso degli anni ed ancora oggi continua a battere i giochi Pokémon di tutte le generazioni.

“Praise the Helixfossil!”

 

La rappresentazione delle figure salienti della religione dell'Helixfossil

La rappresentazione delle figure salienti della religione dell’Helixfossil

 

Eventi casuali ed apparentemente senza senso sono stati interpretati dai fan in modo molto fantasioso. Una ricca lore si è costruita attorno ai personaggi e ai pokémon protagonisti di questo viaggio. La squadra che ha sconfitto la Lega Pokémon, ad esempio, è composta da creature ben caratterizzate da una forte personalità. Abbiamo AIIIIIIRRR, detto “Air Jordan”, un Lapras fondamentale per la sua Forza e la sua capacità di usare Surf, indispensabile per proseguire; “King Fonz”, un Nidoking che ha affrontato da solo numerosi pokémon nemici all’interno della Via Vittoria; “AA-J”, un potentissimo Zapdos soprannominato “Battery Jesus”, in assonanza con “Bird Jesus” il già citato Pidgeotto ed il più longevo dei pokémon di Red; AATTVVV o “ATV”, All Terrain Venomoth, capace di sconfiggere da solo i temibili Dragonite di Lance; ed ultimo ma non ultimo Lord Helix, il Signore e il Salvatore, un Omastar generato (e non creato) dall’Helixfossil.

L’Helixfossil, strumento base privo di funzionalità, venne trovato al Monte Luna durante il normale gameplay e poi assegnato al pulsante SELECT. L’apparizione apparentemente casuale del messaggio “This isn’t the time to use that!” ogni qualvolta lo si selezionava divenne la manifestazione delle Voci generate dall’Hivemind all’interno della testa di Red. L’Hivemind, la “mente alveare”, vale a dire i giocatori di Twitch Plays Pokémon, governati dal caos creato e dominato dall’Helixfossil stesso. Un caos adorato nel vero senso del termine dai membri dell’Helixismo, religione creata a guisa del Pastafarianesimo da giocatori appassionati che spammavano “Praise the Helix!” nella chat di Twitch, nella speranza che l’Helix “indicasse la via” come un moderno oracolo.

L’Helixfossil è il simbolo che più rappresenta lo spirito di questo spettacolo. La pura casualità, priva di significato, che viene plasmata e modellata dalla creatività degli utenti, costruendo un mondo complesso, ricco di trame, di dettagli e di voglia di fare. Sono state migliaia le persone ispirate da questo gioco: dagli artisti e content creator che si sono sbizzarriti nel dare carattere ai personaggi e agli eventi, fino ai programmatori che hanno voluto creare piccoli gioielli come l’oracolo del Dio Helix pronto ad indicarti la retta via nei momenti più difficili.

Insomma, una comunità così bella e cresciuta in così poco tempo da meritarsi il Guinness World record per il maggior numero di partecipanti ad un gioco single-player: ben 1’165’140 persone in appena 16 giorni. Oggi il canale non è più così seguito, ma il web rimane tempestato di riferimenti – godibili come un romanzo – a questa odissea nella storia del mondo dei Pokémon.

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