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Napster: rivoluzione web o semplice pirateria?

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Napster

Cos’è Napster?

Napster nacque nel 1999 da un’idea di Shawn Fanning, dopo che il suo compagno di stanza alla Northeastern University di Boston gli chiese di sviluppare un sistema per accedere rapidamente a tutti i suoi file MP3 da ogni computer.

Ben presto il programma, dal peso di 2 megabyte, si sarebbe evoluto in uno dei più pionieristici e rivoluzionari della distribuzione P2P, ovvero lo scambio di file tra utenti connessi su internet.

Napster

Una schermata dell’ultima versione disponibile di Napster, la beta 2.0.

L’applicazione infatti, fu una delle prime a permettere di scaricare file, in questo caso musica, direttamente dal proprio pc e, soprattutto, gratuitamente. Pur basandosi sulla tecnologia P2P però, Napster possedeva dei server centrali che tenevano conto della lista dei sistemi connessi e dei file condivisi, rendendo quindi l’esperienza più fluida e veloce per gli utenti.

Nel suo momento di massimo traffico, su Napster si potevano trovare circa un milione di brani messi a disposizione da oltre 80 milioni di utenti.

Sean Parker: tra Facebook e Spotify

Oltre a Shawn Fanning, il successo di Napster fu merito anche di un altro uomo: Sean Parker. Nato a San Francisco nel 1979, Parker iniziò a programmare da giovanissimo a 7 anni, sotto la guida del padre, usando un Atari 800. Il talento di Sean nell’hacking divenne presto chiaro quando a 16 anni hackerò un sito di una compagnia appartenente alla Fortune 500, l’elenco delle maggiori imprese statunitensi.

Fu però scoperto dal padre che gli sequestrò la tastiera non riuscendo così a cancellare le tracce della sua presenza dal sito, venendo ben presto rintracciato dall’FBI, ma essendo minorenne poté essere condannato soltanto a lavori socialmente utili.

Dopo aver abbandonato il college e aver lavorato per la CIA, decise di fondare assieme a Shawn Fanning, conosciuto sui forum di hacking qualche anno prima, Napster, dopo aver raccolto i 50.000 dollari necessari per avviare l’attività.

Napster

Sean Parker e Shawn Fanning, i fondatori di Napster.

Oltre a Napster, Parker lanciò nel 2002 Plaxo, un servizio di rubrica online con integrazione agli allora nascenti social network, società che però abbandonò per motivi legati al fondo di investimento di cui faceva parte.

Dopo aver lavorato come consulente, entrò nel consiglio di amministrazione di Facebook con una quota del 7%, società che però deve presto abbandonare dopo essere stato arrestato per traffico di cocaina, fatto per cui però non venne mai formalmente accusato e processato.

Napster vs Metallica

Nell’aprile del 2000, Napster si era ormai saldamente affermato in pochissimo tempo come il servizio di file sharing di riferimento, con punte ormai di quattro milioni di utenti al giorno: quella situazione di crescita fu però temporanea.

In quel periodo venne infatti postata sotto forma di demo, una canzone non ancora completata, “I Disappear” dei Metallica, cosa che non andò decisamente giù alla band, come il fatto che tutti i loro album erano presenti sulla piattaforma gratuitamente.

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Lars Ulrich, batterista dei Metallica, testimonia nel processo contro Napster.

Leggenda vuole che proprio Lars Ulrich, il batterista dei Metallica, si fosse presentato negli uffici di Napster con un elenco di 300 mila utenti che avevano commesso una violazione di copyright nei confronti della band, assieme ad una richiesta di risarcimento di 10 milioni di dollari per danni. Ebbe così inizio quello che viene considerato da molti il “processo del secolo”, almeno in ambito musicale, cambiando per sempre i metodi di distribuzione dalle case discografiche.

La caduta e la rinascita

In seguito alla causa intentata dai Metallica, alla quale ben presto si unirono anche gruppi di case discografiche nel tentativo di ottenere un risarcimento, nel 2001 una sentenza dispone la cessazione delle attività di Napster, oltre al risarcimento da 10 milioni di dollari richiesto dai Metallica e ad un ulteriore risarcimento totale da 26 milioni di dollari.

Per pagare, Napster inizialmente considerò di convertire il sistema da gratuito a pagamento, ma l’idea venne presto accantonata. Il 17 Maggio 2002 Bertelsmann AG, parte della futura Sony BMG, iniziò una procedura d’acquisto di Napster per 8 milioni di dollari, che però verrà presto bloccata da un giudice fallimentare che imporrà al sito di liquidare i suoi fondi, come disposto dalle leggi sulla bancarotta americane, permettendo così successivamente all’azienda Roxio di acquistarla e rilanciarla come servizio legale, ribattezzandolo Napster 2.0.

Napster

Nel settembre 2008, infine, l’azienda passò nelle mani della catena Best Buy, che decise di unirla al suo servizio di streaming chiamato Rhapsody, rendendola un effettivo concorrente della neonata Spotify, dove lo stesso Sean Parker occupò un posto di rilievo della board degli azionisti per poi dedicarsi ad attività filantropiche.

Nel 2016, dopo 16 anni dall’incidente che aveva dato inizio a tutto, per ironia del destino i Metallica decisero di pubblicare le loro canzoni anche su Napster, tra cui anche… I Disappear.

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Appassionato di PC, manga e anime e soprattutto di musica, di cui parlo sempre. Perchè non farlo anche qui allora?

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