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Slender Man: storia di una reale creepypasta

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L’orribile storia di tre ragazze e di un meme.

Sicuramente, se avete vissuto l’internet e i meme tra il 2010-2015, vi sarà capitata sott’occhio la creepypasta dello Slender Man: un soggetto paranormale creato nel 2009 per un contest photoshop sul forum Something Awful  da Erik Knudsen. Virale in pochissimo, iniziarono a sbucare numerosissimi meme, fanfiction, cosplay, film e videogiochi horror, tutti riguardanti questo essere.

Con il passare del tempo, però, molte persone erano sempre più convinte della sua esistenza e c’era chi cercava di incontrare l’essere in ogni modo possibile, nonostante le, ovviamente, numerose smentite da parte del creatore e di diversi altri esperti di occulto.

La vicenda esploderà nel 2014, nel Wisconsin (US), a causa di due ragazzine di 12 anni, Anissa Weier e Morgan Geyser, e della loro sfortunata amica Payton Leutner.

Chi o cosa è lo Slender Man?

Lo Slender Man quindi è il frutto di un contest grafico tenuto nel 2009 dal Something Awful,  uno dei forum più popolati negli inizi del 2000, periodo di totale sperimentazione per i contenuti di internet (quando ancora posti come la SCP Foundation erano solo delle misere idee), considerato da Gizmodo (noto sito di news informatiche) come uno dei “100 siti che hanno modellato l’internet così come lo conosciamo”.

Erik Knudsen, il creatore di questa creepypasta, sotto lo pseudonimo di “Victor Surge” pubblicò due foto raffiguranti dei gruppi di bambini: a queste foto Erik aggiunse nello sfondo una figura oscura e spettrale, molto alta, senza un viso e con la carnagione pallidissima; i suo arti erano molto più lunghi del normale ed indossava un completo nero.

Slender original pics

A differenza degli altri partecipanti, Erik decise di aggiungere alle immagini delle descrizioni, raccontando del rapimento di questi bambini e chiamando la creatura, appunto, Slender Man:

  1. “We didn’t want to go, we didn’t want to kill them, but its persistent silence and outstretched arms horrified and comforted us at the same time. (1983, Photographer unknown, presumed dead)” 
  2. “One of two recovered photographs from the Stirling City Library blaze. Notable for being taken the day which fourteen children vanished and for what is referred to as “The Slender Man”. Deformities cited as film defects by officials. Fire at library occurred one week later. Actual photograph confiscated as evidence (1986, Photographer: Mary Thomas, missing since June 13th, 1986)”

Gli diede un background, una storia da espandere: internet non chiedeva di meglio. Iniziarono ad essere pubblicate storie su storie con Slender Man come protagonista, il web era pieno di sue immagini e divenne anche un web series su Youtube chiamata Marble Hornets, che in meno di 2 anni riuscì a raggiungere più di 200mila iscritti.

slender man

Si andò a formare una figura molto più dettagliata di quel che era il “prototipo” di Knudsen. Lo Slender acquisì la capacità di teletrasportarsi, di cancellare la memoria e/o di far impazzire le persone; era sempre più spesso collegato alla foresta o a luoghi abbandonati. La vicinanza alla creatura avrebbe causato gravi crisi paranoiche, incubi e fuoriuscita di sangue dal naso.

Le protagoniste della vicenda

Ma cosa c’entra una storia un  po’ dark inventata su internet con tre ragazze di 12 anni del Winsconsin? Beh, tutto dipende dalla loro suscettibilità. Morgan Geyser e Anissa Weier sembravano delle normali 12enni, andavano a scuola e non avevano mai ricevuto delle sanzioni disciplinari: nessuno si aspettava quello che sarebbe poi successo.

Payton Leutner era una loro amica, soprattutto di Morgan. Era stata lei stessa ad avvicinarsi alla Geyser, mossa anche un po’ dalla pietà, vedendola sempre solitaria. La loro amicizia era molto forte, ma un giorno Morgan le raccontò la storia: aveva conosciuto la creepypasta di Slender su un forum, anche grazie all’aiuto dell’altra ragazza, Anissa. Quest’ultima non era vista di buon occhio da Payton, sosteneva infatti che fosse stata proprio Anissa a far crescere dentro Morgan la convinzione dell’esistenza dello Slender Man.

Il pigiama party

Il 30 maggio 2014 era il giorno del compleanno di Morgan e le tre amiche decisero di tenere un pigiama party a casa di quest’ultima. A Payton la situazione sembrò strana sin dall’inizio: per la prima volta le sue amiche preferirono andare a letto presto invece di rimanere sveglie tutta la notte, come loro solito. Quello che Payton non capì che faceva tutto parte di un piano.

La mattina seguente iniziò all’insegna della normalità: le ragazze uscirono a pattinare e a prendersi un frozen yogurt, per poi andare al parco. Una volta arrivate il piano cambiò di nuovo, le ragazze proposero alla Leutner di andare a giocare a nascondino nei boschi.

La verità? La verità è che le due ragazze erano pronte ad uccidere la loro amica la notte stessa del pigiama party, volevano legarla e imbavagliarla per poi accoltellarla a morte. Cambiarono idea quando pensarono a tutto il sangue che sarebbe uscito dalla vittima.

La verità è che le due ragazze erano pronte ad uccidere la loro amica anche in uno squallido bagno pubblico di un parco di una piccola cittadina del Winsconsin. Cambiarono idea quando videro le troppe persone nella vicinanza.

La verità è che la povera Payton diede fiducia estrema  alla sua migliore amica, quando questa gli disse di sdraiarsi a terra e di coprirsi di terra e rami per nascondersi meglio.

La verità è che le due ragazze erano solo interessate a pugnalare Payton con un coltello da cucina 19 volte in svariati parti del corpo.

Perché? Per poter diventare “serve” dello Slender Man ed andare a vivere con lui nella sua magione, così da proteggere anche le loro persone care. L’unico modo, secondo loro, per raggiungere questo obiettivo sarebbe stato quello di uccidere una persona. Per loro quella creepypasta era realtà e avrebbero fatto di tutto per raggiungere il loro scopo.

Payton venne lasciata lì nel bosco, in una chiazza di sangue e terra, ma lei ce la fece. Con le pochissime forze rimaste nel corpo, riuscì a trascinarsi attraverso gli alberi fino ad arrivare in una zona meno isolata. In quel momento, per fortuna, è stata vista da un ciclista e portata immediatamente in ospedale.

Il processo e le pene

Anissa Weier e Morgan Geyser vennero accusate di tentato omicidio di primo grado con aggravante di premeditazione.

Nell’agosto 2017, Anissa chiese una riduzione della pena in tentato omicidio premeditato di secondo grado, dovuta alla sua instabilità mentale. Il giudice le diede ragione nel dicembre del 2017, condannandola a 25 anni in un ospedale psichiatrico.

Morgan Geyser, divenuta ormai 15enne, chiese anche lei una riduzione di pena cercando di rimuovere l’aggravante di premeditazione. Raggiunse un accordo con il giudice e con la giuria, che comunque le diedero la massima pena possibile: 40 anni in un ospedale psichiatrico.

Ad entrambe venne diagnosticata una forma precoce di schizofrenia.

Per quanto riguarda Payton Leutner, ora è viva e vegeta, ma ha dovuto subire un processo di recupero mentale e fisico inumano. Dal giorno dell’attacco, Payton ha ammesso di dormire sempre con un paio di forbici sotto il cuscino, “just in case”. Le difficoltà relazionali sono state enormi, soprattutto nel caso di nuove amicizie. 19 pugnalate possono anche lasciarti 19 cicatrici, ma quelle dopo un po’ smettono di fare male. Diverso è il caso quando è la tua migliore amica a pugnalare 19 volte il tuo corpo e, soprattutto, la tua psiche.

Nonostante tutto, giustifica le sue ex-amiche, non mostrandosi sorpresa nel momento in cui gli spiegarono il movente del tentato omicidio: la sua vita è quasi finita per lo Slender Man, un personaggio finto, un meme, una creazione del web, ma che è entrato in contatto con due persone estremamente fragili e sensibili.

 

 

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