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Yume Nikki: viaggio 16-bit nel mondo dei sogni

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Yume Nikki

Benvenuti nel mondo dei sogni.

Di solito, ogni videogioco ha un genere di appartenenza. FPS, TPS, JRPG, MOBA sono solo alcuni dei generi più famosi, ma esistono giochi nel web difficilmente catalogabili sotto un’etichetta, risultando strani, disturbanti ed inusuali, proprio come Yume Nikki.

Yume Nikki è un gioco in stile 16-bit creato da KIKIYAMA, un misterioso game designer giapponese di cui nessuno sa nulla. Nel gioco controlliamo Madotsuki, una bambina che sembra essere in tutto e per tutto una hikikomori (ndr, letteralmente “isolata”, ovvero chi decide di isolarsi fisicamente dalla vita sociale rimanendo perennemente nella propria abitazione), ed il nostro scopo è quello di trovare 24 affetti nel mondo dei sogni.

La particolarità del gioco è proprio il fatto di essere un “simulatore di sogni”: attraverso le musiche, immagini astratte e totale mancanza di dialoghi il gioco è lasciato alla totale interpretazione da parte del giocatore.

Il mio primo diario dei sogni

Yume Nikki non è sicuramente un gioco chiaro o accessibile. All’avvio, il giocatore si trova catapultato direttamente nella camera di Madotsuki, una stanza misteriosa e silenziosa, dove la ragazza può interagire solo con il letto per entrare nel mondo dei sogni.

Yume Nikki

Entrato nel mondo dei sogni, il giocatore si ritrova nel balcone della stessa stanza, e anche se essa non sembra cambiata di una virgola, Madotsuki adesso può interagire con la TV e la porta della propria camera, che conduce all’hub principale del gioco.

L’hub principale, chiamata anche “The Nexus”, è una stanza nera, con dei dipinti verdi e 12 porte sospese nel vuoto, ognuna diversa dalle altre. Attraversando queste porte, si entra nel vero mondo dei sogni: un labirinto di stanze intricate e incomprensibili, dove ogni cosa può essere sia un mostro pericoloso sia un crocevia verso uno dei 24 affetti da raccogliere.

Ovviamente questo labirinto presenta anche dei punti ciechi, trappole e prigioni, da cui Madotsuki non può uscire in nessun modo se non pizzicandosi la guancia per svegliarsi dal sogno. Questo gesto  salverà i dati, e riporterà la bambina alla sua stanza, come se fosse una specie di Rougelike.

Yume Nikki

Il giocatore, quindi, senza una guida o un esperto del gioco, si trova completamente smarrito in Yume Nikki, non sapendo, anche dopo varie ore di gioco, dove andare, cosa fare e dove cercare. L’incomprensibilità è la caratteristica principale dell’esperienza, che può piacere sicuramente a chi vuole perdersi in questo mondo, ma è odio puro per chi vuole arrivare al finale del gioco.

Molte altre interazioni

Ogni affetto di Madotsuki, oltre ad avvicinare il giocatore al finale del gioco, modifica l’aspetto della bambina. Se alcune di queste trasformazioni sono utili per andare avanti nel gioco o permettono di interagire con alcuni personaggi, altre non hanno una reale utilità per il proseguimento nella storia o il loro scopo è ancora avvolto nel buio.

Oltre agli affetti personali, il mondo di gioco è pieno di strane creature più o meno pericolose. Questi esseri sono difficilmente descrivibili e variano moltissime uno dall’altro: si passa da mostri enormi che non sembrano essere interessati a Madotsuki, a creature umanoidi con lo scopo di catturare la bambina per portarla in una delle prigioni del gioco.

Il lascito di Madotsuki

Ovviamente, Yume Nikki ha ispirato, oltre a i giocatori, molti sviluppatori, che hanno provato a emulare l’esperienza creata da questo strano gioco fatto con RPG Maker.

Yume Nikki

Fra questi, degno di essere citato è il remake/reboot intitolato YUME NIKKI-DREAM DIARY-, che trasforma il gioco originale in un gioco 3D (ndr, non ho provato questa versione del Yume Nikki, quindi non so consigliarvela, anche se sembra riuscire a rispecchiare l’anima dell’esperienza originale).

Se il remake costa 19,99€ su Steam, il gioco originale è completamente gratuito, caratteristica che lo rende giocabile da chiunque sia curioso di provare questa esperienza.

Svegliarsi dal sogno

Yume Nikki è un simbolo del successo di RPG maker. Un gioco unico nel suo genere, che cattura con il suo forte simbolismo e in cui il vero protagonista non è la bambina ma le stanze, tutte diverse fra loro ed ognuna aggiunge emozioni che vanno ad aumentare o diminuire il senso di inadeguatezza del giocatore.

Yume Nikki

Probabilmente, il mistero che avvolge questo strano esperimento non sarà mai svelato e ancora oggi molte meccaniche di Yume Nikki sono ancora lì, pronte ad essere scoperte.

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Sono un ragazzo di 22 anni con la passione per l'ecologia, la musica e i film di serie Z. Nel tempo libero narro vicende dimenticate su cyberdude, perché tutte le storie valgono la pena di essere raccontate.

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