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Children of Silentown e i “dipinti” di Fraffrog

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Sì, quella Fraffrog.

Chi è grande fan della YouTuber Fraffrog ne sarà già al corrente, ma per chi non lo sapesse, Children of Silentown è il gioco indie a cui l’artista Francesca Presentini sta lavorando da qualche anno.

Un gioco dai toni cupi (che richiamano lo stile di Tim Burton) la cui protagonista è una bambina di nome Lucy, abitante di un villaggio non lontano da un bosco popolato da mostri e creature misteriose. Leggendo infatti dalla sinossi del gioco:

Le sparizioni non sono qualcosa di insolito nel villaggio, ma questa volta, Lucy è abbastanza grande da investigare da sola. O così crede. Solo approfittando di tutti gli strumenti e gli stratagemmi a sua disposizione, Lucy sarà in grado di far luce sui misteri di Silentown, lacerando col suo canto il velo di apatia e silenzio che circonda il villaggio.

Il titolo vede la collaborazione dello studio italiano Elf Games (Little Briar Rose) e Luna2 Studio, mentre Fraffrog ha curato il design delle mappe del gioco e la realizzazione delle sequenze animate.

 

Proprio in merito alle mappe, dettaglio degno di nota è che non sono state riprodotte tramite elementi ripetuti più volte, bensì sono frutto di singole opere create in digitale dall’artista, proprio come se i personaggi si muovessero all’interno di un dipinto con dettagli tridimensionali. 

La demo di Children of Silentown

Children of Silentown ha già collezionato due premi come finalista per il Best Game Art all’Indie Prize e al Digital Dragons, ma solo adesso si mostra per la prima volta al pubblico italiano in una demo.

In questo primo assaggio (ndr, i primi 20 minuti di gioco circa), conosceremo la piccola Lucy e la sua famiglia, assieme al villaggio dove sembrano accadere strane sparizioni.

children of silentown

Si tratta di un gioco punta e clicca, basato sulla strategia e la logica nonché su scelte di azioni che ci porteranno a sviluppi alternativi.

Seppur si tratti pur sempre di una demo, è innegabile come proprio gli scenari siano fortemente immersivi, a tal punto da farci girovagare nel villaggio proprio al fianco della protagonista, quasi con la sua stessa curiosità. In un certo senso, sapere che si tratta di una sola sola opera per sfondo ma sapientemente gestita grazie ai cambi delle inquadrature è un forte pregio, che rende l’intera ambientazione estremamente fiabesca, ma non troppo.

Infatti, la componente creepy è parte integrante di Children of Silentown, favorita da toni musicali ben definiti, dalle scene inquietanti ma soprattutto dai grandi occhi vacui dei personaggi (che ciononostante, riescono comunque ad essere espressivi, seppur a modo loro). Insomma, non aspettatevi il tenero gioco adatto al pubblico anche più infantile, tutt’altro.

children of silentown

Nell’avanzamento del gioco inoltre, si potranno collezionare delle vere e proprie note sul diario di Lucy, corrispondenti ad un suono che ha particolarmente colpito la protagonista durante le sue varie esplorazioni (un particolare che riesce a smorzare bene non solo il background dark, ma anche la parte silent appunto del villaggio). Dopotutto, parliamo pur sempre di una bambina, seppur comunque con una forte sensibilità e… non solo.

Nel complesso, Children of Silentown sembra avere tutte le carte in regola per entrare nel cuore dei videogiocatori e crearsi il proprio spazio nei titoli indie italiani e non solo. Siamo quindi in trepidante attesa di poter metter mano al prodotto finito ed ultimato, poiché le premesse sono davvero ottime (ndr, personalmente l’ho aggiunto subito alla lista desideri).

Chiunque volesse provarlo, sappia che la demo sarà disponibile fino al 21 giugno su Steam, ovvero durante lo Steam Game Festival Summer Edition (e quindi al momento in esclusiva per i videogiocatori Windows). Non è stata ancora resa nota la data ufficiale d’uscita di Children of Silentown, ma sembrerebbe essere prevista per fine 2020. 

children of silentown

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Scrittrice free lance, ammette senza alcun problema di essere appassionata di erotismo, in tutte le sue forme, sfumature e colori. Fate l'amore non fate la guerra, diceva qualcuno. Ebbene, non è poi così male come idea, dopotutto.

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