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Phreakers, storia degli hackers telefonici

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Una storia complessa fatta di personaggi (piuttosto famosi), strani strumenti e storie al limite del credibile.

Prima di internet e dei Personal Computer, in ogni casa ci pensavano i telefoni a reggere le comunicazioni globali. Ma negli anni ’60 esplose una moda tra i giovani studenti universitari ovvero quella di aggirare il sistema telefonico, in particolar modo quello della Bell System, la compagnia leader del Nord America tra il 1877 e il 1980.

Questi giovani erano noti come Phreakers, una parola che unisce Phone, (telefono) a Freak (strano o stravagante ma anche fanatico o patito). Il loro obiettivo era semplice: testare i limiti delle reti telefoniche spesso sfociando nell’illecito, abusando di alcuni sistemi per chiamare gratuitamente.

Cenni storici sui Phreakers

Immaginate un mondo senza internet: per quanto oggi possa apparire distopico e orribile, 50 anni fa non era affatto così.

Negli anni 60 infatti, gli hackers non avevano PC e connessioni ADSL, non c’era il 5G o le email e l’unico modo per comunicare era attraverso il telefono di casa o la cabina telefonica. Questi sistemi avevano un grosso problema, costavano un sacco se si trattava di chiamate interurbane o addirittura da uno Stato all’altro e certamente a nessuno piaceva la bolletta che arrivava a fine mese.

Quindi, vennero escogitati degli stratagemmi per aggirare i sistemi automatici dei gestori telefonici e chiamare chiunque senza alcun costo: questa pratica era conosciuta come Phone Phreaking e chi la praticava veniva indicato come uno dei tanti Phreakers.

phreaker

Nell’accezione più pura e innocente, un Phreaker era semplicemente qualcuno che si divertiva a esplorare, sperimentare e scoprire quanto più poteva sulle linee telefoniche. In altri casi però, si sfociava nell’illegalità, rubando apparecchiature ai fornitori telefonici o modificando le cabine pubbliche, sabotando le linee, creare circuiti di chiamate a costo zero o veri e propri disservizi ad intere città.

Al contrario dell’hacking (che necessita spesso di un solo PC e una connessione internet), il phreaking prevede spesso una serie di abilità miste tra cui la saldatura, l’elettronica, il saper riprogrammare un computer o l’ingegneria sociale.

I metodi usati sono ormai obsoleti e inutilizzabili con gli apparecchi moderni che si appoggiano a sistemi digitali criptati, però in alcune aree rurali è possibile trovare vecchie linee telefoniche che potrebbero essere compatibili con le tecnologie sviluppate in quegli anni.

I primi Phreakers: Joybubbles

Josef Engressia  (25 Maggio 1949 – 8 Agosto 2007) è considerato il primo Phreaker.

Non-vedente dalla nascita, Joybubbles possiede l’orecchio assoluto e sin dall’età di soli quattro anni si interessa al telefono e alle sue stranezze. A cinque anni scopre che premendo ripetutamente il tasto di aggancio della cornetta può digitare dei numeri (tecnica nota come “Tapping“) mentre a sette anni scopre che fischiando a certe frequenze può attivare i centralini.

phone

Verso la fine degli anni 60 i colleghi di università lo chiamano “Whistler” (Fischiatore) per la sua abilità di effettuare chiamate interurbane dai telefoni in maniera gratuita facendosi pagare 1$ dai colleghi. Presto venne notato da un operatore canadese e denunciato alle autorità.

Questo generò scalpore e phreakers da tutta l’America cominciarono a contattarlo: presto ci furono dei veri e propri raduni in cui Joybubble spiegava le sue tecniche.

Captain Crunch

Se Joybubbles è considerato il nonno dei phreakers c’è un motivo ben preciso, perché il padre del movimento è il leggendario John Draper, a.k.a. Captain Crunch.

Possiamo dire che da bambino ha costruito una stazione radio con materiali di scarto militari procurati dal padre, un ingegnere dell’aeronautica statunitense, e siamo solo all’inizio.

Nel 1964 si arruola anche lui nell’aeronautica militare, ad appena 21 anni. Stanziato in una base in Alaska aiuta i suoi camerati a contattare le rispettive famiglie aggirando il centralino e permettendo loro di effettuare chiamate gratis. Nel 1967 fonda la radio pirata WKOS e proprio attraverso una sua diretta riceve una chiamata da un altro proprietario di radio pirata, tale Danny Teresi.

Box

Teresi era un esperto di linee telefoniche, in particolar modo era abilissimo nell’Ingegneria Sociale, ovvero l’arte di manipolare le persone e convincerle a fornire informazioni personali: questa tecnica di hacking veniva usata in congiunzione con la conoscenza del linguaggio tecnico dei centralini per estorcere dati sensibili.

Anche Teresi, come molti phreakers dell’epoca, era cieco e così,  fece mettere in contatto Draper con Joybubbles. Proprio l’amicizia tra i due portò alla creazione degli strumenti che che rivoluzionarono il mondo della telefonia: le Blue Box.

Allo stesso tempo, Draper scoprì che i fischietti in regalo con i cereali Cap’n Crunch producevano un suono a 2600 Hertz se si tappava uno dei due fori. Lo stesso suono permetteva di chiamare gratis se emesso dentro una cornetta.

La tecnica nel dettaglio

I telefoni sfruttavano un protocollo cosiddetto In-Band, ovvero i segnali di controllo erano sulle stesse bande o canali dei segnali dei dati: questo permetteva parecchi trucchi per aggirare i sistemi. In particolar modo ad esempio, manipolando i centralini automatici attraverso una serie di segnali sonori detti “toni”.

Se durante una chiamata due persone rimanevano in silenzio contemporaneamente, la linea telefonica non riceveva alcun segnale quindi per distinguere una persona in silenzio da un telefono spento c’era un trucco che consisteva nel far emettere un tono fisso a 2600 Hz a un telefono con la cornetta abbassata. In questo modo, la differenza tra le due situazioni era il tono fisso che emetteva il telefono.

Draper

Per semplificare: se si emetteva un tono a 2600 Hz dopo aver digitato il numero il centralino registrava la linea come inattiva per poi credere che stesse partendo una chiamata dalla linea inattiva di fatto facendo partire la chiamata senza addebitarla.

Con l’arrivo della tecnologia Out-Band, la tecnica divenne pressoché inutile perché i canali di comando e quelli di servizio vennero separati rendendo, appunto, l’uso dei toni obsoleto.

Le Blue Box e… la Apple?

Abbiamo nominato la collaborazione tra Engressia e Draper per la realizzazione delle Blue Box, ma cosa sono esattamente?

Sfruttando le nozioni della comunità di phreakers non vedenti, Draper escogitò uno strumento in grado di riprodurre i toni necessari per emulare le capacità da “whistler” ed effettuare chiamate gratuite.

Con il boom della sottocultura dei phreakers e la diffusione delle Blue Box, presto Draper entrò in contatto con due persone molto importanti e che cambieranno il futuro tecnologico per sempre: entrambi si chiamavano Steve, ma uno Wozniak mentre l’altro Jobs, i due pionieri dell’informatica e fondatori della Apple Inc.

All’epoca però erano semplicemente due studenti che fabbricavano Blue Box. L’incontro servì per discutere sulla metodologia di fabbricazione di quest’ultime.

Phreakers

Per usare una Blue Box, bastava poggiare lo speaker sul microfono della cornetta e procedere con la digitazione del numero in un sistema ormai automatizzato dalla macchina. Presto nacquero altri tipi di Box con altre funzioni come la Black Box (che permetteva di ricevere chiamate senza addebito da parte di chi effettuava la chiamata), fino alle Aqua Box (degli apparecchi che permettevano di chiamare ma non ricevere chiamate spesso usate dagli allibratori per evitare di essere rintracciati dall’FBI).

Leggende urbane

Essendo un periodo scarsamente documentato, sono nate un sacco di leggende urbane in merito. Ecco un sunto dei presunti scherzi telefonici più belli della storia:

  • La crisi della carta igienica a Los Angeles: Mappando le linee telefoniche due phreakers trovarono la linea telefonica di emergenza tra CIA e Casa Bianca. Scoprirono inoltre che gli agenti si riferivano al presidente americano (all’epoca Nixon) con il nome in codice Olympus. Una volta messi in contatto con il presidente, lo avvisarono di una pericolosissima crisi: “Signore, chiamiamo da Los Angeles. Abbiamo finito la carta igienica!
  • Lo scandalo nucleare di Santa Barbara: Un gruppo di phreakers, mentre sperimentava con le linee telefoniche, ha per sbaglio isolato la città di Santa Barbara in California. Tutte le chiamate in entrata arrivavano al loro telefono che aveva messo in ginocchio il sistema telefonico locale. A ogni chiamata rispondevano con un secco “Dovete lasciare libera la linea per le emergenze. Abbiamo avuto un incidente nuclearePoche ore dopo, quando la situazione si fece troppo grossa, sistemarono tutta la linea.
  • Segreto presidenziale: Un giovane phreaker si era messo a esplorare i numeri di una zona fino a trovare un numero telefonico fuori dalla rete comune. Dopo alcune risposte burbere da parte di un ufficiale che lo ha caldamente invitato a dimenticare il numero, il ragazzo si fece ancora più incuriosito. Decise di chiedere allo zio di un suo amico, agente dell’FBI, per vedere se poteva tracciare quel numero. Pare che nemmeno un agente federale dovesse essere a conoscenza del numero di telefono del bunker antiatomico privato del presidente degli Stati Uniti.
  • Il Papa: Pare che Steve Wozniak e Steve Jobs ebbero la brillante idea di chiamare al Vaticano fingendo di essere il consigliere della sicurezza nazionale americano chiedendo espressamente di parlare con il Papa in persona (all’epoca Papa Paolo VI) svegliando tutta la gerarchia vaticana dai preti ai cardinali fino ad arrivare a svegliare il papa stesso nel cuore della notte per poi ridergli in faccia e riattaccare.

 

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