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Baldur’s Gate 3: il Forgotten Realms digitale

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Baldur's Gate

Missione Baldur’s Gate: riuscire a trasporre in un videogames un gioco di ruolo cartaceo.

Forgotten Realms è probabilmente l’ambientazione più famosa del celeberrimo gioco di ruolo Dungeons & Dragons, uscita nel 2001 come integrazione al manuale del giocatore 3.0 di D&D.

Essa presentava un universo affascinante, dove spiccava la regione del Faerûn, un continente molto simile alla Terra di Mezzo Tolkeniana, con una moltitudine di razze ad abitarla, un’economia ben definita, leggende e personaggi particolari, come il famoso Drizzt Do’Urden.

Rispettivamente nel 1998 e nel 2000, la software house Bioware prese la palla al balzo per creare due titoli considerati dalla maggior parte delle persone come dei capolavori: Baldur’s Gate e Baldur’s Gate 2: Shadow of Amn.

baldur's gate

Questi giochi erano strutturati come arpg (ndr, con la visuale alla Diablo per intenderci) ma optando per un combattimento a turni, cercando di sfruttare le caratteristiche classiche del gdr cartaceo come gli attacchi di opportunità o la fedeltà all’arte arcana eccetera, per questi motivi sono rimasti nella storia per la loro trama e fedeltà dei contenuti.

L’inatteso Baldur’s Gate 3

Escluse le varie espansioni o i riadattamenti in alta definizione, il titolo Baldur’s Gate rimase in sordina per quasi vent’anni, fino all’E3 2019, quando, quasi a sorpresa, durante la conferenza Stadia viene presentato un filmato in CGI che si rivela essere un teaser proprio di Baldur’s Gate 3.

Inoltre, viene annunciato che Bioware non sarebbe stata coinvolta ma che il progetto è stato dato in mano ai Larian Studios, autori dei pluripremiati Divinity Original Sin e Divinity Original Sin 2.

L’utenza prende molto bene la notizia e Larian si butta a capofitto sulla produzione di questo titolo in collaborazione con Wizard of the Coast, proprietaria del brand D&D: l’azienda infatti decide di rilasciare il titolo in accesso anticipato per Pc e Google Stadia il 6 ottobre 2020.

In Baldur’s Gate 3, nonostante sia molto simile all’impostazione data con Divinity Original Sin 2, si respira aria di Forgotten Realms sin da subito, fin dalla creazione del personaggio. Assomiglia molto all’assemblaggio di una scheda del giocatore classico, infatti saranno disponibili oltre ai classici umani, elfi e nani, anche razze specifiche del Faerûn, come Drow, Tiefling o Gythyanki.

baldur's gate

Anche le classi rispecchiano totalmente quelle di D&D, includendo la scelta delle arti magiche per il mago/stregone o la scelta della divinità del chierico. Inoltre è interessante la distribuzione dei punti caratteristiche, che presenta il tocco di classe del lancio del dado prima di poterli spendere effettivamente.

Proprio come in Dungeons and Dragons…

E’ proprio il lancio del dado la caratteristica che avvicina il gdr cartaceo a quello videoludico. Verrà usato per vari contesti come tiri salvezza oppure quando si effettua un colpo critico in combattimento o in fase esplorativa quando si potrebbero trovare cose nascoste o trappole (sempre se si passa il tiro del d20).

La libertà d’azione inoltre restituisce molto quella di D&D, lasciando scegliere come affrontare ogni singolo combattimento o dialogo o situazione in maniera totalmente personalizzata e non limitandosi a delle imposizioni da parte degli sviluppatori.

baldur's gate

Parlando di combattimento, qui ci troviamo ad uno schema a turni, dove il giocatore ed i nemici “tirano” il dado per l’iniziativa e quelli con destrezza maggiore possono agire per primi, proprio come in D&D: nel proprio turno si può eseguire uno spostamento, un’azione di attacco ed un’azione speciale, come saltare, nascondersi tra le ombre o bere una pozione.

E’ molto interessante la cura che hanno riposto per le funzionalità delle varie classi, ad esempio: il ladro per poter effettuare un attacco alle spalle dovrà prima nascondersi tra le ombre, muoversi fino alle spalle del nemico ignaro per poi lanciare un attacco critico devastante.

… o quasi.

Vengono introdotti anche gli accampamenti per poter rigenerare salute o ricaricare gli incantesimi spesi durante il giorno, stando anche attenti ad alcune imboscate nemiche generate in modo casuale.

Essi diventano così anche un interessante luogo dove approfondire i vari rapporti con i membri del proprio party. Parlando con loro, infatti, si potrà conoscere il loro background e talvolta avviare missioni personali.

accampamenti

Ovviamente la trasposizione più importante è l’ambientazione: essa riflette Forgotten Realms ed il Faerûn al meglio, facendo visitare luoghi presenti nel manuale ora reinterpretati in modo ottimale. La mappa, con tutte le variabili ed eventi casuali inseriti, è emozionante, quasi come viverlo direttamente in prima persona.

La varietà di personaggi, l’atmosfera, le missioni secondarie fanno realizzare quello che il gdr cartaceo ha fatto immaginare a tanti giocatori nel mondo.

Purtroppo però c’è anche un lato “negativo” in tutto ciò, ovvero la mancanza del fattore immaginazione: si può dare tutta la libertà possibile al giocatore in un videogame, ma essa non riuscirà mai a sostituire la fantasia dello stesso, poiché si tratta pur sempre un prodotto finito con una trama che, per quanto diramata ed espansa, rimane pressoché la stessa (ndr, ricordo ancora la mia prima avventura su D&D, quando il master mi disse: “sei seduto nella locanda a bere birra, in tasca hai solo due monete d’oro. Cosa fai?”. E’ proprio quel “Cosa fai?” di cui si sente la mancanza in questa trasposizione).

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Classe 1985, videogiocatore da trent'anni, continuo a coltivare la mia passione nonostante l'età che avanza. Ma non si è mai vecchi abbastanza per giocare.

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