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South Park: The Pandemic Special – Recensione

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south park the pandemic special

South Park: The Pandemic Special e la presa di coscienza.

South Park: The Pandemic Special è un episodio speciale della durata di un’ora dell’omonima serie animata satirica creata nel 1997 da Trey Parker e Matt Stone.

L’episodio, visionabile gratuitamente sul sito ufficiale dello show, risulta particolarmente avulso da quello che è il canone stilistico di South Park, a partire dai toni. Si percepisce infatti un senso di pesantezza assoluta, con tempi narrativi più vicini al dramma che alla commedia. Persino i colori assumono tonalità più spente.

In generale, al di fuori di momenti esagerati e idioti d’ordinanza (ndr si tratta pur sempre di South Park), questo episodio è drammaticamente serio.

South Park: The Pandemic Special

Trey Parker e Matt Stone imbastiscono una trama sulle conseguenze che una pandemia potrebbe causare in una città come South Park, le quali non sono che iperboli delle reali conseguenze che il COVID-19 ha portato negli USA: conflitti sociali, dibattiti sull’utilizzo delle mascherine, l’inadempienza di Trump e lo strapotere delle forze dell’ordine.

Tutti elementi che, inseriti nel contesto di South Park, sembrano non cambiare di una virgola.

Semplice parodia o qualcosa di più?

Una parodia è efficace qualora siano palesi le sue differenze con la realtà, ma quando queste differenze non sono evidenti al posto della parodia si ottiene una semplice copia. Probabilmente Parker e Stone si sono arresi all’evidenza di non poter competere con una realtà così surreale, troppo esagerata persino per loro.

Hanno quindi optato per la strada inversa, sottolineando la tragicità di una situazione farsesca all’inverosimile. Questa presa di coscienza arriva dopo un periodo difficile per South Park.

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Dalla diciannovesima stagione, si sono susseguiti cambiamenti sempre più radicali, complice la volontà degli stessi creatori di adeguarsi alla nuova serialità televisiva. Se infatti prima South Park era una serie con episodi autoconclusivi, seppur legati da una continuity, ora la maggior parte delle puntate sono collegate da una trama che, di volta in volta, si dimostra sempre più scialba e pretestuosa.

Parker e Stone ce l’hanno messa tutta per adattarsi ai tempi, arrivando persino a una guerra con la loro stessa community, dimostrandosi però incapaci di interpretare una realtà che li ha superati in assurdità.

La pandemia come pretesto per mandare un messaggio

In un certo senso, va detto come l’episodio speciale parli più di South Park che della pandemia stessa.

Il binario narrativo principale vede Randy, ormai diventato la star delle varie puntate e simbolo del declino della serie, e la sua Tegridy Farms costantemente alla ricerca di un ruolo da protagonista, salvo poi svelare allo spettatore l’esatto contrario, sollevando lo stesso personaggio dai suoi obblighi e paranoie.

I momenti assurdi che hanno caratterizzato l’episodio assumono così la connotazione patetica di un umorismo che prova in qualsiasi modo a farsi largo senza riuscirci, proprio come la sovraesposizione di Randy nel nuovo canone di South Park.

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Un vero e proprio mea culpa da parte degli sceneggiatori, accortisi probabilmente di quanto fosse fuori luogo quella sottotrama, la quale godeva di una non trascurabile fetta di detrattori tra i fan.

Allo stesso modo, il binario narrativo che coinvolge i veri protagonisti dello show – Stan, Cartman e Kyle – è un grido nostalgico e disperato alla voglia di tornare ai vecchi tempi, quando gli episodi giravano attorno a loro e tutto poteva accadere poiché non c’era nessuna trama a vincolarli.

Persino Kenny, praticamente inesistente per tutto l’episodio (ndr, come tutti gli altri personaggi al di fuori di Randy, Stan e, almeno all’inizio, Cartman), torna a morire come non accadeva da intere stagioni.

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L’utilizzo delle conseguenze della pandemia come allegoria dell’evoluzione della serie e dei suoi personaggi è stato ben gestito, così come il terzo binario narrativo, dedicato all’impatto sui personaggi secondari. In quest’ultimo, vengono intrecciate problematiche reali per creare situazioni inedite, come la violenza delle forze dell’ordine che si mischia alla volontà di Donald Trump di armare i professori per prevenire le sparatorie nelle scuole.

Un finale di puntata atteso da anni

Il finale di South Park: The Pandemic Special è probabilmente il momento più emozionante dell’intera serie, a dimostrazione che i suoi autori non hanno mai dimenticato come si scrive, e getta le fondamenta per futuri episodi analoghi.

D’altro canto, non si può neanche dar torto ai detrattori, che potrebbero interpretare l’intero episodio come un desolante gesto di autocommiserazione, ultima spiaggia di una produzione poco ispirata e incapace di ammettere di aver saltato lo squalo da un pezzo. Dopotutto, il ricorrere eccessivamente all’autoreferenzialità è sempre stato un cattivo segno per qualsiasi brand, da Star Wars ai Simpson.

Probabilmente questo episodio speciale, così diverso per toni, tempi e temi, spiazzerà notevolmente i fan, ma l’enigmatica scena finale saprà gonfiare le aspettative dei più esigenti, e forse anche di chi aveva perso le speranze.

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Conosciuto internettianamente con il nickname "Mr Vendetta" - ispirato all'omonimo film di Park Chan-wook, non al maledetto fumetto di Alan Moore - questo strano essere ha assunto le forme più disparate: blogger, vlogger, redattore, finanche gestore di gruppi Telegram e Facebook. E dire che nella vita voleva fare i soldi.

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