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Black Lotus: carta più costosa di Magic, perché?

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Il sogno proibito di ogni collezionista ha il nome di “Black Lotus“.

Che il celebre gioco di carte Magic The Gathering sia la punta di diamante della Wizards of the Coast fin dal 1993 è risaputo, ma ciò che forse può sfuggire ai non-giocatori è il floridissimo mercato secondario nascosto dietro ogni carta.

Perché sì, l’acquisto delle carte può dipendere dalla necessità del giocatore all’interno dei propri mazzi, ma un notevole interesse è rivolto anche al collezionismo, e al potenziale investimento (un po’ come funziona del resto per le carte di Pokémon o Yu-Gi-Oh!).

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Simbolo infatti dell’enorme valore che ciascuna carta può avere nel corso del tempo è la celeberrima Black Lotus, divenuta famosa per la sua immensa rarità e i suoi prezzi da capogiro. 

Ma come mai proprio questa carta è così popolare? E perché nel 2019 è stata venduta ad un’asta per circa 166,000 dollari? Scopriamolo insieme in questo breve viaggio nella storia del leggendario Black Lotus. 

Le “sole” 3 edizioni di Black Lotus: Alpha, Beta e Unlimited

Una delle regole principali (ma non assoluta) per definire il valore di una certa carta è legato al numero di ristampe che essa ha avuto nel tempo: banalmente, meno ne ha avute, più aumenta (potenzialmente) il suo costo d’acquisto. Ne consegue che ciascuna stampa successiva andrà a decrementarne il valore iniziale man mano, e così via.

Black lotus

Black Lotus offering – #ABL90 (PRNewsfoto/Mythic Markets)

Lo sa bene anche la Wizards of the Coast, che decise nel 1993 di riservare la Black Lotus alle sole 3 primissime edizioni di Magic, ovvero Alpha (del 1 agosto 1993), Beta (del 1 ottobre 1993) e Unlimited (del 1 dicembre 1993). Furono rilasciate solamente 1,100 copie di Black Lotus a fronte di 2.6 milioni di carte singole totali per la Alpha (e fu mantenuta la stessa rarità anche nelle 7.3 milioni totali per la Beta e 40 milioni per la Unlimited)

Proprio questa carta figura infatti tra le power nine, ovvero un gruppo di 9 carte che non hanno avuto nessun’altra ristampa se non in quelle tre edizioni.

Il ban da (quasi) tutti i formati

Un secondo aspetto da considerare per definire la tendenza di prezzo è la giocabilità della carta: ovviamente, quanto più una carta sarà forte ed utile all’interno di un mazzo, tanto più sarà bramata dai giocatori e ne aumenterà il costo.

Ebbene, quello che rappresenta un vero e proprio incubo per gli acquirenti delle carte è il ban della carta da uno specifico formato (ndr, la tipologia di gioco cambia “leggermente” da formato a formato, così come le carte a disposizione) o peggio ancora, da tutti, decretando la sparizione della carta da ogni partita.

Il ban però rappresenta un pericolosissimo bivio per il valore di una carta: può sia ridurre la carta ad un semplice pezzo di cartoncino, sia (meno frequentemente) aumentarne il prezzo.

Bannare il più delle volte rappresenta un’ammissione da parte della Wizards of the Coast di aver creato una carta troppo potente e quindi poco bilanciata, ed è questo il caso di Black Lotus. Leggendo infatti la carta, scopriamo che al costo di 0 mana e dopo averla sacrificata:

Aggiungi tre mana di un qualsiasi singolo colore alla tua riserva di mana.

Un potere perfino eccessivo per tutte le possibili applicazioni durante le partite (è infatti capace di facilitare una combo per ottenere una vittoria fin dal primo turno, un’abilità che al tempo rese la carta al pari di una leggenda metropolitana), che ha “costretto” la Wizards a bannarla da ogni formato esistente se non il Vintage, dove però è possibile adoperarne solo una per mazzo.

Non a caso, nel formato Vintage è assolutamente legale giocare buona parte di carte bannate invece in altri formati (sempre che si abbiano a disposizione circa 13,000 euro di budget per mazzo in media).

Il mito quindi legato a questa carta è certo per collezionismo, ma non impedisce alla Black Lotus di avere un prezzo medio che varia tra i 2,000 e i 50,000 euro visto che non ha perso la propria giocabilità (seppur in un singolo formato).

L’importante sono le condizioni

Calmiamo però subito gli animi di qualche speranzoso ex giocatore di Magic in tempi non sospetti ma compresi tra il 1993 e il 1996 che spera di trovare una Black Lotus in soffitta, facendo dovute precisazioni.

Prendiamo ad esempio proprio la Black Lotus menzionata all’inizio, venduta per oltre 150mila dollari. Nella foto qui in basso (che ritrae proprio la carta in esame) possiamo notare tutta una serie di dettagli espressi in un punteggio da 1 a 10, ovvero:

  • Centering: quanto la carta è stata centrata perfettamente durante il processo di stampa;
  • Edges, Corners e Surface: le condizioni di bordi, angoli e superficie complessivamente, cioè se la carta presenta difetti e danneggiamenti in quelle zone.

Nel caso di questa asta, stiamo parlando non solo di un Black Lotus in edizione Alpha (la più preziosa in assoluto) ma che ha ottenuto un punteggio medio superiore al 9, che qualifica la carta come Gem Mint, ovvero in condizioni praticamente invariate da quelle originali, come se il giocatore la stesse letteralmente trovando in una bustina direttamente dal 1993.

Una carta molto simile a questa era stata venduta nel 2018 per “appena” 87,672 dollari.

Occhio ai falsi e ai proxy

Come in qualunque altro mercato, quanto più una merce è di valore, tanto più è alto il rischio che si tratti di un falso.

Nelle compravendite di Magic in particolare, incappare in una carta falsa può non essere un evento così raro come sembra: sono quasi all’ordine del giorno infatti episodi di truffe, anche legate esclusivamente al Black Lotus. Esiste allora un modo per distinguere efficacemente i falsi dagli originali? 

Un esperto che maneggia carte quotidianamente vi dirà che i falsi sono talmente palesi da distinguersi ad occhio nudo (notando ad esempio sbavature sui colori, errori nel font, imprecisioni nella rilegatura della stampa), uno scrupoloso invece magari porterà con sé una piccola bilancia per assicurarsi che il peso della carta sia corretto (ovvero poco meno di 2 grammi, 1.814 per l’esattezza), ma nessuno riuscirebbe a darvi un solo ed unico metodo per non lasciarsi ingannare.

Certo è che sarebbe il caso di non acquistare quel Black Lotus foil credendo di aver fatto l’affare del secolo, ecco (ndr, non esiste ufficialmente in questa versione). Gran parte delle carte di questo tipo vengono infatti definite proxy, ovvero palesi falsi creati per mero amore della carta in un’edizione assolutamente e dichiaratamente non ufficiale.

L’episodio di “Affari al Buio“: una truffa?

Black Lotus, in realtà, deve gran parte della sua popolarità nel mondo esterno a Magic grazie alla trasmissione “Affari al Buio” (Storage Wars).

In un episodio trasmesso nel 2012, vediamo infatti Darell Brandon insieme al figlio farsi valutare delle carte di Magic provenienti dall’ennesimo magazzino acquistato, ignorando il valore complessivo della merce.

Oltre a svariate carte comuni e non comuni, i due posseggono 3 carte che catturano subito l’attenzione del valutatore: una Mox Pearl, una Timetwister e perfino… una Black Lotus.

Il padre accetta molto volentieri l’offerta di 700 dollari per l’intero lotto di carte, sconvolto che dei pezzi di carta possano valere tanto.

L’estratto di quell’episodio fa ben presto il giro di internet, e centinaia di appassionati del gioco di carte iniziano a puntare il dito contro lo scaltro acquirente. In realtà (come specificato da molti utenti) le inquadrature delle carte sono così rapide da non mostrare chiaramente allo spettatore né la condizione delle carte né tanto meno l’edizione (e neppure le altrettanti carte non inquadrate ma facenti parte del lotto), rendendo di fatto impossibile comprendere se i protagonisti del programma siano stati truffati o meno.

E ad ogni modo, come in qualunque altro affare, la contestazione va fatta seduta stante, del resto.

Ma quindi, quanto vale?

L’amletica domanda merita amletica risposta: dipende.

Esistono infatti anche altre versioni di Black Lotus, che però non hanno nulla a che vedere con le stampe del 1993.

Quella la cui immagine del fiore è opera dell’artista Chris Rahn ad esempio (a differenza del precedente Cristopher Rush) è l’edizione esclusivamente online della carta (ovvero presente dal 2014 nella versione digitale del gioco, MtGO).

In aggiunta, alle 3 principali seguirono altre 2 “copie” (e non ristampe) di Black Lotus che decretarono l’aggiunta del leggendario fiore nero nella così detta Reserved List, ossia un elenco di carte che a tutti gli effetti non sarebbero mai più state soggette a ristampa proprio per aumentarne il valore, un dettame introdotto nel 1996 proprio dalla stessa Wizards of the Coast.

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Black Lotus – Collector Edition

Figurano infatti la Collector Edition e la International Edition, il cui valore si aggira tra i 1.000 e i 6.000 euro ma che non sono mai giocabili e caratterizzate da una specifica bordatura dorata nel retro, proprio per distinguerle immediatamente anche dalla mano del giocatore.

Ultime (ma non meno importanti) sono le carte definite oversized (ovvero volutamente più grandi del normale per darne un valore prettamente estetico, a mo’ di poster).

E’ possibile infatti trovare la Black Lotus in questo formato per poche centinaia di euro, ma un discorso a parte va riservato per le uniche edizioni oversize Black Lotus che sono state donate come premio ai vincitori dei Vintage Championship nel 2003 e nel 2017, e il cui prezzo è assolutamente impossibile da valutare.

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Da sinistra a destra: ristampa oversize per il North American Vintage Champion 2017 – versione per “MtGO Vintage Masters” (2014) – ristampa oversize per il 2003 Vintage Championship Winner [ Fonte: reddit ].

Per chi invece volesse comunque tenere nella propria collezione “un pezzo” della Black Lotus (ma senza dover necessariamente spendere una fortuna così spropositata), sappia che la fama della carta le ha permesso di ottenere non poche citazioni e cameo all’interno di successive carte di Magic, come ad esempio:

  • Blacker Lotus (una palese parodia all’originale, visto che prevede di strappare la carta per attivarla);
  • Lotus Petal;
  • Mirrored Lotus;
  • Lotus Vale;
  • Lotus Bloom;
  • Lotus Blossom;
  • Nyx Lotus;
  • Lotus Field;
  • Gilded Lotus;
  • Mox Lotus;
  • Lotus Cobra.

“Mirrored Lotus” da “Mystery’s Booster”, “Blacker Lotus” da “Unglued” (1998), “Mox Lotus” da “Unhinged” (2004).

L’invito infine per potenziali acquirenti e collezionisti è invece sempre lo stesso: non lasciarsi ingannare dalle apparenze e dedicarsi ad altro se non si è profondi conoscitori del settore. Perché rassegnamoci: il prezzo della Black Lotus non farà altro che aumentare di anno in anno. 

 

 

 

 

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Scrittrice free lance, ammette senza alcun problema di essere appassionata di erotismo, in tutte le sue forme, sfumature e colori. Fate l'amore non fate la guerra, diceva qualcuno. Ebbene, non è poi così male come idea, dopotutto.

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