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Cinema

The Social Dilemma: schiaffo morale (e virtuale)

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Un bene o un male?

The Social Dilemma è il nuovo documentario Netflix, disponibile a partire dal 9 settembre, incentrato sul lato oscuro dei social network (e non solo).

A parlare infatti dei rischi e pericoli nascosti dietro le piattaforme saranno proprio le menti che hanno contribuito alla loro realizzazione, in un racconto di novanta minuti diretto da Jeff Orlowski, regista del documentario vincitore di un Emmy “Chasing Ice“.

The Social Dilemma: non è un nuovo episodio di Black Mirror

Che i social rappresentino ora come ora una parte molto importante della nostra quotidianità è risaputo, ma ciò che forse si tende a sottovalutare è il ruolo sempre più preponderante che stanno acquisendo nella psiche ed emotività di ciascun individuo.

“Nulla che sia grande entra nella vita dei mortali senza una maledizione” (Sofocle)

Viviamo nella costante illusione che siano mezzi assolutamente gestibili, e anzi facilmente e interamente controllabili, ma non è affatto così.

Come verrà diffusamente spiegato in The Social Dilemma, ogni singolo dettaglio presente online è stato accuratamente studiato per poter facilitare una precisa forma di dipendenza, in una strategia nota come “tecnologia persuasiva“, creata per potersi adattare specificatamente ad ogni utente.

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A spiegarci il tutto saranno proprio i protagonisti che hanno contribuito a tale schema, i quali oggi però hanno deciso di abbandonare il settore per “perplessità etiche“.

Scopriremo chi è stato il co-inventore del tasto “mi piace” di Facebook, e approfondiremo ad esempio la storia di Tristan Harris, dapprima Google Former Design Ethicist e oggi Co-Founder del Center for Human Technology, che per primo mostrò perplessità nel dover perfezionare un sistema che rendesse le email di Google più accattivanti possibili.

Il tutto verrà poi integrato da un cortometraggio (suddiviso in varie scene in base al contesto narrato) girato in pieno stile cinematografico/realistico ma anche squisitamente ironico e quasi perfino parodistico, per semplificare il più possibile la complessità di alcuni meccanismi.

Inserzioni o manipolazioni?

The Social Dilemma svelerà così una delle curiosità più comuni: come è possibile che una app gratuita come Facebook abbia reso ultra miliardario Mark Zuckerberg?

Ebbene, tutto trae origine dalle inserzioni: quanto più tempo noi infatti dedicheremo ad un dato social, tanto più le aziende pagheranno lo stesso per apparire sulla nostra Home e quindi aumentare la visibilità della loro pubblicità.

Banalmente, è questo il motivo principale per cui viene incentivata la dipendenza allo schermo, arrivando anche a livelli di vera e propria manipolazione.

Se non paghi il prodotto, sei tu il prodotto.

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Ciò che rende irrefrenabile lo smartphone sono le famose notifiche, senza le quali non sentiremmo la necessità di accedere costantemente, spinti da una irrefrenabile curiosità: una dipendenza terribilmente simile alla droga che ammettono anche gli stessi inventori.

E cosa causa le notifiche? Tag, like, commenti, cuoricini. Ecco allora instaurarsi una costante ed anzi estenuante ricerca di approvazione, anche da perfetti sconosciuti purché siano tanti.

Un circolo vizioso che ha trovato terreno fertile specialmente nella generazione Z (ovvero i nati dopo il 1996), la più suscettibile ad ansia e depressione.

Perfetto per i “non addetti ai lavori”, ma non solo

Chi ovviamente adopera i social per motivi prettamente lavorativi, conoscerà molte delle meccaniche raccontate in The Social Dilemma, eppure, si lascerà incantare dallo stile tragicomico del buon Orlowski.

Perché la narrazione del regista opera a 360 gradi, per condurre lo spettatore in ogni singolo angolo oscuro di uno strumento incontrollabile ed incontrollato.

Molto interessante è infatti anche la parte di The Social Dilemma focalizzata sulle fake news e teorie del complotto, e su come esse riescano ad operare una così larga influenza sugli utenti grazie ai “contenuti raccomandati” (ad esempio, il caso dei terrapiattisti, dei negazionisti o perfino quello del Pizzagate) e al completamento automatico della barra di ricerca di Google.

The Social Dilemma

Tristan Harris: Google Former Design Ethicist, Co-Founder Center for Human Technology

In parole povere, The Social Dilemma cercherà di innescare anche nello spettatore alcune domande, per poterci riflettere autonomamente:

  • I social sono davvero così pericolosi?
  • A cosa può portare un loro sviluppo così spaventosamente rapido in futuro?
  • È possibile che sia stato manipolato senza rendermene conto?

E ricordiamolo, autonomamente: per ovvie ragioni, non vale cercare la risposta su Google.

Chiunque, dopo aver visto The Social Dilemma, prenderà seriamente in considerazione di rivalutare il proprio tempo investito sui social. Perché il primo passo verso il cambiamento deve provenire proprio dagli utenti.

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Scrittrice free lance, ammette senza alcun problema di essere appassionata di erotismo, in tutte le sue forme, sfumature e colori. Fate l'amore non fate la guerra, diceva qualcuno. Ebbene, non è poi così male come idea, dopotutto.

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