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Magic The Gathering è davvero così razzista?

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Anche Magic The Gathering per il BLM.

In seguito alle recenti proteste del movimento Black Lives Matter che stanno mettendo a ferro e fuoco gli Stati Uniti d’America da quasi più di una settimana, anche la Wizard Of The Coast ha deciso di correre ai ripari da eventuali accuse di razzismo.

Come? Eliminando ogni possibile riferimento al razzismo all’interno del suo gioco più famoso: Magic The Gathering.

Tramite un tweet all’account ufficiale del gioco, i produttori hanno dato il via ad una vera e propria “epurazione” che ad ora conta sette vittime (ndr, i nomi saranno in inglese in quanto carte rilasciate per la prima – ed in alcuni casi unica – volta nel lontano 1993 quando il gioco era localizzato solo negli Stati Uniti o comunque in paesi anglofoni).

Le carte “razziste” di Magic The Gathering

Iniziamo con la carta forse più emblematica tra tutte quelle bersagliate, ovvero Invoke The Prejudice, un incantesimo blu che negherebbe l’ingresso nel campo di battaglia di una creatura avversaria di colore diverso da quelle da noi controllate a pena di un extra costo.

Se già l’effetto è esplicativo, l’artwork della carta lo è ancora di più. Infatti vi sono rappresentati uomini con costumi non troppo dissimili da quelli del Ku Klux Klan, ed inoltre, la menzione ad un “pregiudizio” non la mette certo in buona luce.

Piccola chicca in merito a questa carta: l’artista Harold McNeill è stato spesso criticato nel mondo di Magic the Gathering per le sue posizioni tendenti al nazismo (visto che nelle sue opere – esterne al gioco – figuravano perfino svastiche), che lo hanno portato a smettere di collaborare con la Wizard.

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La seconda carta epurata dal sistema è Crusade, un incantesimo bianco che potenzia tutte le creature bianche sul campo di battaglia. Solo ed esclusivamente quelle bianche. Meglio far sparire prima di ricevere accuse di favoreggiamento alla supremazia bianca.

La terza carta è un altro incantesimo, sempre bianco anche questo ma con un nome molto particolare: Jihad. Esatto, la Jihad (o guerra santa) è stata proposta come carta ed il suo effetto è molto discriminante: tutte le creature sono più forti se l’avversario non controlla creature di un colore a scelta.

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La quarta carta presa di mira è Cleanse, una stregoneria bianca che distrugge solo le creature nere. Ed ecco che il bianco che trionfa sul nero ritorna in tutta la sua prepotenza (ndr, nei casi successivi non parlerò dell’effetto della carta in sé poiché il problema risiede o nell’artwork o nel soggetto).

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La quinta carta vittima di ban (ndr, abbreviazione del termine bannare) è l’incantesimo nero Imprison, il cui artwork rappresenta un uomo nero incatenato e con una maschera di ferro addosso. Un’immagine decisamente lontana dal polically correct odierno.

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Il sesto soggetto epurato dai sistemi è la creatura nera Stone-Throwing Devils. Direte, cosa c’è di male in alcuni diavoli che si prendono a sassate tra di loro? E se i diavoli fossero una mera rappresentazione dei musulmani che lapidano le donne? Il discorso cambia leggermente.

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La settima ed ultima carta che ci dice addio su Magic the Gathering è Praedesh Gypsies, creatura verde che rappresenta appunto l’etnia zingara, ampiamente discriminata in tutto il mondo.

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Per quanto riguarda Invoke The Prejudice, la direzione della WOTC ha optato per la rimozione totale sia della carta dal database che dell’artwork, mentre per le altre, la scelta è stata quella di rimuovere solo le artwork che verranno prontamente sostituite con la dicitura:

“Abbiamo rimosso questa immagine dal nostro database a causa della sua illustrazione razzista, il testo, o la combinazione delle due cose. Il razzismo in ogni sua forma è inaccettabile, e non ha spazio nel nostro gioco, né altrove”.

Un gesto nobile da parte di WOTC che ha deciso di schierarsi contro il razzismo anche in un “semplice” gioco di carte come Magic the Gathering.

Le carte stampate sono oltre 12.000 quindi questa pulizia impiegherà molto tempo. Però ora sorge spontaneo un dubbio: le carte sopra citate sono tutte primissime edizioni del lontano 1994 quando non esisteva una trama (o lore) dietro il gioco e per creare le carte si faceva riferimento appunto a fatti realmente accaduti come la Jihad e le crociate.

Ora che esiste un filo conduttore in Magic the Gathering, carte come Onore dei Puri (copia spiaccicata di Crusade) subirà anche lei lo stesso trattamento della sua versione più antica o scapperà a questo triste destino? E se riuscirà invece a farla franca, perché lei si e Crusade no? Lasciamo quindi ai lettori la risposta sia a questa domanda che a quella illustrata nel titolo di questo articolo.

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