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Nintendo 64, PlayStation e la pirateria informatica

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Il 14 Febbraio 2020 è stato venduto per 360.000 dollari il prototipo della PlayStation Nintendo ( SNES-CD) realizzato durante il periodo di collaborazione tra i due colossi giapponesi nel 1988, ma che non durò al lungo anche a causa della pirateria informatica.

Nintendo aveva paura del fenomeno della pirateria informatica soprattutto con l’arrivo del CD-Rom nel mondo dei videogiochi, mentre Sony voleva imporre questo nuovo standard. Questo fu una delle cause, che portarono alla fine della partnership tra i due colossi giapponesi, che crearono più avanti separatamente due console totalmente differenti dal punto di vista hardware : Nintendo 64 e PlayStation.

Nintendo: il rifiuto del formato CD

Il 25 Novembre 1995 viene presentato alla stampa il Nintendo 64, una console con un’ architettura 64 bit, nome in codice “Project Reality”. Per quanto riguarda il supporto, Nintendo voleva puntare nuovamente sulle cartucce. L’uso delle cartucce, secondo Nintendo, aveva molti vantaggi, come per esempio la velocità di caricamento del gioco oppure la durata del formato stesso, ma soprattutto le cartucce ROM erano difficili e costose da duplicare.

Super Mario 64

Super Mario 64 uno dei migliori titoli di questa console

Nintendo temeva che i suoi giochi potessero essere copiati, quindi era ostile nei confronti dei CD-Rom. Questa scelta ha influenzato il parco titoli di terze parti di Nintendo 64, perché se da una parte le cartucce proteggevano Nintendo dalla pirateria, dall’altra parte invece le cartucce potevano contenere al massimo 64 MB di memoria rispetto al formato CD-Rom che poteva contenere 640 MB.

La ridotta capacità di memoria delle cartucce Nintendo non permetteva d’inserire nel gioco voci registrate, musiche orchestrate oppure video in full-motion, per questo alcune software house come per esempio Square-Enix hanno preferito sviluppare giochi per conto della sua concorrente Sony.

Il device “pirata” di N64

Le cartucce di Nintendo 64 erano difficili da copiare, nonostante questo, nello stesso periodo dell’uscita di Nintendo 64, uscirono anche dei device che servivano per fare dei backup alla console e con un po’ di manualità si potevano fare girare copie pirata, quindi Nintendo non fu immune a questo fenomeno. Un’azienda elettronica con sede a Hong Kong chiamata Bung Enterprises, già famosa per questi tipi di add-on, produsse nel 1996 il Doctor V64 ,un device che costava 460 dollari e trasformava N64 in un lettore CD.

Doctor-V64

Ecco come si presentava il Doctor-V64

Questo dispositivo era appetibile agli sviluppatori di software grazie al costo decisamente contenuto rispetto a quello ufficiale per lo sviluppo di videogiochi, inoltre, era diventato l’oggetto del desiderio di molti giocatori perché permetteva di giocare con l’intero parco software della console, come scrisse Jeffrey Obser su wired nel 1997 :

Un dispositivo per copiare giochi progettati per la console Nintendo 64 continua a essere venduto su siti Internet, nonostante un ordine del tribunale che ha impedito a un venditore californiano di venderli.

Un tribunale distrettuale degli Stati Uniti, nel sud della California, il 2 Giugno ha ordinato a Games City di Monterey Park di interrompere la vendita di CD-ROM pirata di giochi Nintendo e dispositivi Doctor V64 e di chiudere le sezioni del suo sito Web che pubblicizzava la vendita di questi prodotti.

Nello stesso  articolo troviamo anche  il commento di Rick Framm, consulente legale di Nintendo of America Inc. che dichiara: “Questo è il nostro primo caso contro i dispositivi di questo tipo relativi al Nintendo 64, ho la sensazione che non sarà l’ultimo“.

Nintendo per correre ai ripari fece causa a Bung Enterprises per commercio illegale. Il 23 Dicembre 1999, la corte federale degli Stati Uniti condanna Bung Enterprises a risarcire oltre 7 milioni di dollari di danni come riferisce la pagina web di Nintendo in un articolo che parla proprio di questa sentenza:

LOS ANGELES, 23 dicembre 1999 – Un tribunale federale degli Stati Uniti ha emesso una sentenza per conto di Nintendo of America Inc. contro Bung Enterprises Ltd., il produttore di Hong Kong e un distributore statunitense di dispositivi progettati per creare e riprodurre copie non autorizzate di Nintendo® 64 e software Game Boy®.

Il tribunale ha condannato Bung Enterprises Ltd. a risarcire 7 milioni di dollari di danni più interessi e ha emesso un’ingiunzione permanente che impedisce a Bung di commercializzare o vendere qualsiasi dispositivo che sia in grado di copiare le opere protette da copyright o marchi di Nintendo. L’ingiunzione si estende agli Stati Uniti, al Canada, al Messico e ai paesi dell’America centrale e meridionale e copre sia il commercio tradizionale che quello su Internet. La sentenza risolve il contenzioso proposto da Nintendo contro Bung.

Inoltre sullo stesso articolo troviamo anche, un paragrafo che riguarda la politica di Nintendo riguardo la pirateria:

L’azione contro Bung fa parte della incessante guerra di Nintendo contro la pirateria dei videogiochi. Nintendo ha presentato centinaia di azioni legali contro i falsari di videogiochi, vincendo numerose vittorie significative in tutto il mondo. La produzione e la vendita di prodotti per videogiochi contraffatti sono costati a Nintendo, ai suoi editori e sviluppatori circa $ 750 milioni di vendite in tutto il mondo lo scorso anno.

Attualmente il Doctor V64 è un pezzo ricercato dai collezionisti  di videogiochi e raggiunge anche prezzi da capogiro.

La pirateria e Playstation

La PlayStation di Sony a differenza di Nintendo 64 adotta il formato CD-Rom, più economici e perforanti, ma uno dei fattori di successo della prima console di Sony in occidente fu proprio il mondo della pirateria, infatti modificando l’Hardware illegalmente era possibile riprodurre e giocare copie pirata di CD masterizzati.

Sony per contrastare questo fenomeno ha messo in atto alcune misure che cercherò di riassumere in modo semplice.

  • La prima misura adottata è stata quella d’inserire nei CD originali delle informazioni che facevano partire il gioco, se queste informazioni non erano presenti, il gioco non veniva eseguito.
  • La seconda misura riguarda il cambio, lo “swap“del disco, tra uno originale ed uno masterizzato, quando il giocatore inseriva il gioco masterizzato per continuare a giocare, la lettura del disco si bloccava.
  • La terza misura sarebbe stata un rilevatore di modchip introdotta con la PSOne, e si tratta un programma di routine tra il CD e il chip della console. In parole semplici il CD tramite il codice regionale rileva se la PSOne è modificata o no, in caso positivo appare la schermata seguente:
La schermata in caso di errore

La schermata in caso di errore di verifica

  • Infine la quarta e ultima misura è un sistema si sicurezza chiamato LibCrypt che blocca direttamente la copia contraffatta.

Anche il mondo della pirateria si è evoluto in modo da contrastare le misure anti-pirateria di Sony, per esempio cambiando chip in modo da aggirare questi controlli, come viene spiegato in un sito italiano datato 2002, che si occupava di modifiche hardware che metteva a disposizione vari modelli di modifica:

Mod Chip & Stealth: ecco la possibilità di rendere universale la vostra Playstation e quella dei vostri amici con semplicità. Quello che vi serve è soltanto un buon saldatore e molta attenzione nell’effettuare la famigerata modifica, perché per rendere totalmente inutilizzabile la vostra PSX basta un attimo di disattenzione.

I costi per la modifica hardware, erano molto bassi, questo fatto ha permesso la nascita di veri e propri negozi, che si occupavano di modifiche hardware e addirittura vendita di CD masterizzati, era un periodo felice per i giocatori di tutto il mondo e non solo per questo, ma anche perché dietro il fenomeno PlayStation si nascondeva un mercato underground.

Sony, secondo il mio punto di vista, stava soltanto a guardare quello che accadeva, perché il suo obiettivo era stato pienamente raggiunto, visto che sono state vendute 102 milioni di unità, invece sotto il punto di vista delle software house come Capcom, Square Enix e Konami in quel periodo la pirateria ha creato danni inimmaginabili.

 

 

 

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Alieno Nerd che ha lavorato dentro un museo di videogiochi sotto copertura. Attualmente si dedica all'esplorazione spaziale alla ricerca della nerdaggine pura. Adora la birra.

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