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Aaron Swartz, l’uomo che lottò per il web

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La vita di Aaron Swartz, il co-fondatore di Reddit che ha contribuito a diffondere la libertà di informazione su internet.

Nomi come Edward Snowden e Linus Torwald (ndr, rispettivamente il diffusore delle informazioni riguardo alla violazione della privacy da parte dei governi, e il creatore del sistema operativo Linux) spuntano sempre fuori in argomenti come il tema della libertà, della privacy, dell’informazione e del copyright sono sempre tra i più discussi. Ma tra coloro che hanno maggiormente contribuito a formare l’internet odierno c’è di certo Aaron Swartz.

Ecco quindi la sua interessantissima storia e su come sia diventato una leggenda del web aiutando il mondo intero, dagli albori fino alla sua tragica scomparsa.

Dal primo pc…

Aaron Swartz nasce l’8 novembre 1986 a Highland Park, in Illinois ed impara prestissimo a leggere. Già molto intelligente, insegna ai suoi due fratelli l’alfabeto e l’algebra e ben presto, inizia ad usare il computer all’età di soli tre anni.

Aaron Swartz all’età di tre anni, alle prese con il suo primo pc.

Sempre insieme ai suoi fratelli, impara perfino a programmare: per lui, il software è come una magia, uno strumento che permette all’uomo di fare cose altrimenti impossibili. E questa idea lo accompagnerà per tutta la vita.

Sviluppa in Basic (ndr, uno dei più semplici linguaggi di programmazioni) un gioco a quiz basato su Star Wars e, ben prima di Wikipedia, un sito chiamato The Info, dove chiunque poteva scrivere informazioni riguardo vari argomenti.

La creazione di The Info gli vale anche un premio alla ArsDigita di Cambridge.

… ai primi programmi.

Successivamente, il giovanissimo Aaron inizia a frequentare gruppi di programmatori e web designer nelle principali città come Chicago e San Francisco e si ispira largamente alla figura di Tim Berners Lee (ndr, l’inventore del World Wide Web), probabilmente la mente che ha più influenzato la sua ideologia.

Tim Berners Lee, il creatore del WWW.

A 14 anni contribuisce  a formare l’RSS, ovvero un formato che permette il riassunto delle diverse pagine web in modo da favorirne una distribuzione semplificata e di facile accesso agli utenti.

Partecipa inoltre a diverse conferenze e dibattiti pur essendo giovanissimo. Ciononostante, considera l’istruzione superflua e preferisce imparare sempre dai libri come autodidatta. “Mi sembrava che gli insegnanti non sapessero di cosa stavano parlando, erano dispotici ed autoritari…” dichiara in un’intervista.

Insieme a Lawrence Lessig, docente di giurisprudenza ad Harvard, lavora al Creative Commons che alleggerisce le licenze sull’uso del copyright permettendo di porre diverse libertà agli utenti senza bisogno di particolari permessi.

Aaron contribuisce inoltre al supporto tecnico e permette di rendere tali licenze semplici e comprensibili (ndr, attualmente è molto usata su siti come Flickr).

Aaron Swartz e la strada per Reddit

Nel 2004 si iscrive all’università di Stanford ma appena un anno dopo gli viene offerto un posto alla Y Combinator, la startup informatica guidata da Paul Graham dove Aaron apportò alcuni progetti. Primo fra tutti, Infogami, che permetteva di creare siti web.

Poco dopo, partecipa al progetto di Steve Huffman e Alexis Ohanian, conosciuto oggi come Reddit. Partendo da zero, il famoso social network crebbe in poco tempo con migliaia di utenti.

Crescendo in modo esponenziale, la piattaforma di Reddit viene acquistata dalla rivista Condè Nast, fruttando ad Aaron e alla giovane società più di un milione di dollari.

L’interesse alla politica

Appena assunto dalla Condè Nast, Aaron comprende subito di non apprezzare affatto il lavoro d’ufficio. Ma soprattutto, non ama lavorare per le corporation che sfruttano lo spazio sul web. Decide così di licenziarsi, rompendo inevitabilmente i rapporti con i fondatori di Reddit. Da quel momento in poi, si rifiuta categoricamente di collaborare con aziende e startup.

Aaron inizia così a interessarsi attivamente alla politica, affiancandola alle sue competenze tecniche. Crea parallelamente due siti: Watchdog.net, dedicato liberamente all’informazione politica e, sempre nell’ambito della divulgazione, il ben più noto Open Library.

Open Library si dedica alla classificazione dei libri, riportandone tutti i dettagli e con un link per l’acquisto. Ogni pagina del sito inoltre può essere modificata sempre seguendo lo stile di Wikipedia. Questa semplice ma efficace idea conferma la passione che Aaron ha sempre avuto per la lettura e le biblioteche.

Aaron Swartz amava i libri tanto quanto l’informatica.

Nel 2008 scrive il Guerrilla Open Access Manifesto, un libro interamente dedicato alla libertà di ricerca e d’informazione che invita i lettori ad agire e lottare per essa. Il manifesto si apre con questo specifico incipit:

“L’informazione è potere. Ma come ogni tipo di potere, ci sono quelli che se ne vogliono impadronire. L’intero patrimonio scientifico e culturale è sempre più digitalizzato e tenuto sotto chiave da società private.”

Il libro viene scritto in collaborazione con la giornalista Quinn Northon, compagna di Aaron.

Il libero accesso ed i primi problemi con la legge

Essendone molto appassionato, Aaron comprende fin da subito l’enorme portata culturale dei libri e come questa possa essere notevolmente avvantaggiata dalla tecnologia. Il problema purtroppo sorge spontaneo: come garantirne l’accesso al dominio pubblico?

Nel 2009 così, Aaron hackera il sistema PACER, che limitava l’accesso a tutti i registri giuridici dei tribunali statunitensi, facendo pagare il servizio agli utenti e fruttando miliardi di dollari l’anno.

Aaron decide infatti di aiutare Carl Malamud, fondatore del Public Resource Org, un sistema che consisteva nell’andare nelle biblioteche per scaricarne i dati in modo da raccoglierli in un unico sito. Aaron supporta il programma migliorandone il codice di sistema e permettendo di scaricare 750 Gb di documenti.

Carl Malamud. Fondatore del P.R.O. Venne aiutato da Aaron per aggirare il sistema PACER.

Ma queste operazioni allertano inevitabilmente i servizi federali che mettono sotto controllo Aaron Swartz riguardo a possibili violazioni della privacy da parte del PACER. I problemi con la legge sembravano essersi risolti quando l’FBI non apre nessun caso in merito. Ma poco dopo Aaron ebbe a che fare con Jstor.

Si trattava di un sito di documentazione delle riviste accademiche quasi inaccessibile a causa delle costose tariffe da apportare, e risultava quindi impossibile da usare in paesi meno sviluppati nonostante la moltitudine di dati che esso conteneva.

Aaron Swartz

L’Entrata principale del MIT. 

Tramite la rete del MIT (l’istituto di tecnologia del Massachusetts) ed un portatile, Aaron inizia a scaricare tutti gli articoli della Jstor da uno sgabuzzino. Purtroppo, è stato poco tempo dopo scoperto dall’azienda tramite una telecamera nascosta.

Viene denunciato, ed Aaron si trova ben presto contro l’unità dei servizi segreti specializzata in reati informatici.

Gli anni delle persecuzioni dalla legge

Per molti (tra cui i familiari, amici e perfino il suo stesso avvocato), l’accanimento verso Aaron Swartz era esagerato. Purtroppo la legge aveva un’idea piuttosto arretrata del “furto di dati” paragonandolo al rubare fisicamente.

Probabilmente in realtà, Aaron si sarebbe limitato semplicemente a rendere pubblici gratuitamente i dati scaricati: di fatto, non ha mai commesso nessun “furto” nel vero senso della parola. Eppure, gli è stata negoziata la dichiarazione di colpevolezza (invece dei tre anni di carcere previsti).

Il palazzo di giustizia federale di Boston John Joseph Moakley dove Aaron venne accusato.

Aaron Swartz, negli anni successivi, viene oppresso in ogni modo dalla legge, mettendogli contro anche le persone a lui più vicine. Dopo un rinvio a giudizio con ben quattro accuse a suo carico, Aaron è infine arrestato con l’incombenza di 35 anni di carcere. La cauzione gli costa ben 100.000 dollari e Jstor solo allora decide di abbandonare il processo. Nonostante ciò, le accuse dalla legge imperversano anche successivamente.

Nel frattempo, Aaron Swartz si dedica pubblicamente alle questioni legate a Wikileaks (e lo spionaggio da parte del governo USA) e il SOPA, il disegno di legge che limitava la pirateria online ma in realtà inaspriva enormemente le norme del copyright.

Incontra in particolare l’attivista Taren Kauffman che ben presto collabora con Aaron fino a diventare la sua sua nuova compagna dopo la rottura con la Northon. Insieme a lei e grazie al suo attivismo sul sito Demand Progress (ndr, alcuni suoi interventi sul sito peggioreranno le relazioni di Aaron con i servizi federali), manifestazioni e perfino l’oscurazione di Wikipedia e Reddit, Swartz riesce ad ad opporsi al disegno di legge ed evitare che vada in porto.

Il pensiero e gli ultimi mesi

Spingendosi anche oltre la “legalità”, Aaron Swartz ha combattuto la sua personale contro un sistema e una gestione di internet ai tempi sotto stretto controllo delle multinazionali e dei governi. In una delle sue ultime interviste, Aaron dirà:

“Ci sono queste due prospettive polarizzate, per una internet è fantastico, ha creato tutte queste libertà e possibilità e tutto andrà benissimo. Altrimenti tutto sarà terribile, internet ha creato tutti questi strumenti per perseguitare, spiare e controllare quello che diciamo. Il punto è che internet ha fatto entrambe le cose. E quale delle due vincerà dipende da noi.”

Nel 2012, i procuratori federali fanno un nuovo rinvio a giudizio per Aaron, stavolta con 13 accuse, molte di queste collegate alla legge chiamataComputer fraud and abuse act“, che è generalmente alla base dei termini di utilizzo dei siti.

Aaron Swartz parla alla folla in un comizio contro la legge SOPA.

Si pensa che questo accanimento verso Aaron sia legato al precedentemente citato Guerrilla open access manifesto visto che, agli occhi dei procuratori, inneggiava a violare molte leggi sull’informatica.

Ad oggi non sappiamo se Aaron Swartz abbia sofferto o meno di depressione, ma lo stress causato dalle accuse, e la possibilità di una condanna lo hanno spinto a compiere il suicidio nel gennaio 2013 a Brooklyn (come la stessa Taren affermerà poi).

Berners Lee dichiarerà in merito:

“Aaron è morto. Vagabondi in questo pazzo mondo abbiamo perso un mentore, un saggio anziano. Hackers per la giustizia, abbiamo perso uno dei nostri. Levatrici, badanti, spettatori, nutritori, genitori, abbiamo perso un figlio. Piangiamolo tutti.

Nel 2014, ad appena un’anno dalla sua scomparsa, viene realizzato un film documentario, intitolato The internet’s own boy, che racchiude interviste fatte a famiglia, amici e conoscenti, pubblicazioni e interviste dello stesso Aaron che ne espongono il suo pensiero (ndr, sottotitolato anche in italiano).

Tutta la rete, fin dal giorno del funerale, ricorda quotidianamente Aaron Swartz sui social come colui che ha cambiato il mondo del web.

 

 

 

 

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Aspirante fumettista, di cui frequento tutt'ora dei corsi. Riscoperto furry da poco più di un anno Mi piace l'idea di dare un contributo alla comunità furry in Italia e di far conoscere meglio questa nuova cultura ancora poco diffusa nel nostro paese.

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