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Chi sono i bronies: alla ricerca della magia dell’amicizia

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Da cartoni come My Little Pony nasce un fandom che non ti aspetteresti.

La famosa serie Friendship is Magic (ovvero il titolo della serie animata basata sui My Little Pony) mandata in onda dal 2010 ha riscosso un enorme successo non solo tra bambini ma anche tra adolescenti e uomini adulti, i cosiddetti bronies appunto.

Ma chi sono i bronies e come hanno avuto tanta diffusione? Si tratta solo di una moda passeggera che chiameremmo cringe (ndr, parola abusata ormai per tutto ciò che non ci aggrada ormai) o molto di più?

Se ai bro piacciono i pony…

Partendo dal termine principale ovvero Brony, unione delle parole ‘Bro‘ e ‘pony‘ colui che fa parte del Bronydom ed è perciò fan della serie My Little Pony, più precisamente dello show Friendship is Magic

I Bronies infatti non sono propriamente il target di riferimento della serie che, anche se molto variegata e ricca di citazioni, è comunque dedicata ad un pubblico di bambine o massimo adolescenti. Si tratta invece di uomini e donne adulti che sono fan e amano la serie ed i magici pony colorati in ogni suo aspetto, fino a conoscerne anche i più minimi dettagli.

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Bronies e Pegasister

Abbiamo già visto come la serie Friendship is Magic abbia avuto un notevole successo già nella comunità Furry con fanart e un grande allargamento della community, ma il Bronydom (ndr, fandom brony) non è da intendere come una porzione della cultura Furry essendo distaccata ed estranea da quest’ultima visto che si dedica esclusivamente all’interesse verso l’opera specifica seppur condividendo valori, stili artistici, convention e talvolta siti internet.

Non a caso, troviamo i My Little Pony anche su piattaforme come Furaffinity e E621 (quest’ ultima dedicata soprattutto al materiale sessuale). Ma come abbiamo detto, i bronies si differenziano dai Furry per l’esclusivo e smisurato amore verso i pony colorati.

Dove tutto è cominciato

Ma quando sono stati creati i famosissimi pony tanto amati dai bronies?

Negli anni 80, il colosso del giocattolo Hasbro iniziò a commerciare una linea di giocattoli a forma di Pony colorati pensarti soprattutto per le bambine. Divennero talmente famosi addirittura da superare la nota bambola Barbie, ormai già diffusa in tutto il mondo. Per commercializzare più facilmente il prodotto venne creato il cartone animato My Little Pony: questa fu la prima di 4 generazioni della serie, ma che presentava storie e personaggi principalmente infantili.

Il target era molto più esclusivo e non di qualità, soprattutto parlando della seconda e terza generazione: visivamente, i pony non davano il massimo del design e le storie non erano accattivanti a tal punto da far affezionare il pubblico per lungo tempo alla serie.

Nonostante ciò, il merchandising ebbe successo per un po di tempo finché (sia per la perdita del target che via via si stava disinteressando, sia per il calo repentino della qualità della terza generazione di Pony), la Hasbro ebbe una perdita monetaria tale da interrompere la produzione dei pony arcobaleno.

La linea di bambole pony a cui si ispira il cartone animato.

Si pensava che i cavallini sgargianti non sarebbero mai più tornati, ma ecco che, intorno al 2010, la Hasbro e la Discovery Communications (azienda statunitense dedicata allo sviluppo di nuovi canali televisivi) crearono un nuovo canale dedicato interamente alle famiglie “The HUB”. Ed è qui che si decise di riportare in auge tutto il potenziale dei pony, con una rinnovata serie.

La quarta generazione di pony da noi conosciuta con il nome My Little Pony – Friendship is Magic abbandona completamente i concept e lo stile delle precedenti generazioni per portare qualcosa di nuovo e innovativo, con una produzione d’eccezione.

La creatrice Lauren Faust infatti ha lavorato anche per serie come Le superchicche e Gli amici immaginari di casa Foster: la Faust mostra il suo talento già dallo stile e dalla scelta di design dei nuovi pony, semplice e sobria, accompagnata da un’animazione assolutamente all’altezza.

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I personaggi principali di My Little Pony Friendship is Magic.

Messa in onda per la prima volta il 10 ottobre 2010, si nota subito un’alta qualità della sceneggiatura e della caratterizzazione molto approfondita dei personaggi: sei pony dediti alla ricerca degli “elementi dell’armonia” per contrastare le forze oscure che minacciano il regno di Equestria.

Senza addentrarci troppo nella trama, basti sapere che ogni episodio ha la sua avventura, la classica lotta tra il bene e il male, ma talvolta ricca di citazioni (Da James Bond a perfino Slenderman) e caratterizzata sempre da una forte morale ed evoluzione del personaggio.

Seppur dedicato ai bambini dunque, non c’è da sorprendersi che lo show abbia affascinato anche i più grandi portando lo show ad un notevole e meritato successo fino alla nona e ultima stagione nel 2019, che ha favorito così la nascita e sviluppo della comunità dei bronies.

I bronies: ascesa e convention

Molte sono le convention organizzate dal fandom tra cui le principali come il BroNYCon (la cui prima edizione risale al 2011 e tenutasi a New York contava già circa 30 persone) e l’Everfree (evento di 3 giorni nato a Seattle nel 2012). In queste convention possiamo trovare semplici appassionati come anche cosplayers, artisti talentuosi, musicisti e scrittori di fanfiction tutti accomunati da questa passione.

Di anno in anno si vede una crescita esponenziale del fandom già solo dai partecipanti alle convention: il BroNYCon infatti ha raggiunto i 10.000 partecipanti nel 2015 e, dopo un temporaneo calo, li ha addirittura superati nel 2019.

Ma oltre alle convention, è degna di nota l’immancabile diffusione nel web su social come Reddit o Tumblr, usato molto spesso dagli artisti e su cui riscuotono un discreto successo.

Oltre a siti appositi, fondamentale è stato il passaggio su 4Chan che ha prontamente provveduto a bannare, per un lungo periodo di tempo, i contenuti inerenti al fandom subito dopo che i bronies hanno iniziato a diffonderli sul social. Ma ciò non ha di certo abbattuto il Bronydom, che ha deciso di creare una controparte apposita chiamata PonyChan.

Il vocabolario del perfetto pony

Ecco allora alcune parole per riconoscere gli elementi principali della community:

  • Il Brony, già citato, che è il fan generalmente maschio adulto, della serie;
  • A volte ci si riferisce alle fan femminili con Pegasister (anche se generalmente si usa sempre il termine Brony);
  • Tra questi ci sono i Ponyfag ovvero coloro incaricati del diffondere il verbo dei sacri pony;
  • Ponify ovvero la “ponificazione” di tutto ciò che non è pony tra i vari franchise (se volete per esempio vedere gli Avengers in versione pony colorati beh ora potete).

Una “ponyficazione” degli Avengers.

Tornando al materiale NSFW, citiamo per ultimi i Clopper, ovvero quei bronies che, oltre ad essere fan della serie, si dedicano soprattutto al materiale pornografico e all’uso della mano per non venir meno alla regola 34 presenti su siti “prestati” dalla community Furry come E621 ad esempio.

Dove finiranno i bronies?

Perlomeno in Italia il fenomeno non è (ancora) tanto diffuso. Basti sapere che con la diffusione nel mondo in Italia ci sono numerosi gruppi e pagine sul social e probabilmente qualche piccola convention è già stata organizzata (ndr, di sicuro ci si sta muovendo per far conoscere i bronies anche nel nostro paese).

Così come nel mondo è ancora troppo presto, forse, per parlare di moda passeggera. Si tratta soprattutto di una passione, come i Furry e tante altre, che coinvolgono le persone nel profondo e che arrivano a dedicarvici in più aspetti della loro vita (ndr, personalmente penso che questa ondata di pony arcobaleno non si fermerà molto presto).

Un fandom che negli anni ha già visto molte fanart, omaggi, musiche e storie venir create al suo interno preservandone la memoria e probabilmente la sua durata nel tempo. Com’è bene di ogni fandom, alla fine.

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Aspirante fumettista, di cui frequento tutt'ora dei corsi. Riscoperto furry da poco più di un anno Mi piace l'idea di dare un contributo alla comunità furry in Italia e di far conoscere meglio questa nuova cultura ancora poco diffusa nel nostro paese.

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