Connect with us

News

La recap di quello sta succedendo a Hong Kong

Published

on

Le proteste iniziate il 9 giugno nel rifiuto di un emendamento alla legge sulle estradizioni, ormai sospesa da più di tre mesi, si sono trasformate in un’opposizione sempre più violenta nei confronti di Pechino per difendere l’autonomia di Hong Kong, riflettendosi anche nel mondo d’internet e non solo.

Durante le proteste sono succede parecchie cose:

Il meme Pepe The Frog è diventato il simbolo della protesta di Hong Kong anche grazie alla funzione stickers di Telegram, dove la appare in questa versione con un elmetto in testa da costruzione, celebre riassunto delle proteste a Hong Kong, oltre a quello molti manifestanti hanno protestato con cartelli e striscioni raffiguranti la rana Pepe, alcuni di essi con la scritta “Don’t Beat Me” oppure “Police not shot my eye” che si riferiscono  alla violenza della polizia, che purtroppo, ha causato  un ferito grave.

Il mondo Esport

Anche il mondo Esport è stato Influenzato dalle proteste di Hong Kong.

Dominik “Lacoste” Stipic, massimo esperto di Dota. Lacoste, durante il torneo internazionale dell’eSport svoltosi a Shangai, ha scelto di indossare appunto una spilla con Pepe per mostrare silenziosamente il proprio appoggio alla rivolta.

Nel panorama Esport  di Hearthstone, Blizzard sospende un giocatore pro, Chung “Blitzchung” Ng Wai  (nato e cresciuto a Hong Kong) per aver appoggiato le proteste proprio durante un’intervista nel canale ufficiale di Blizzard  invece su Overwatch, un’utente su Reddit, per fare una protesta silente ha voluto proporre Mei come simbolo delle manifestazioni di Hong Kong ma non solo quello, molti giocatori hanno deciso hanno deciso di cancellare il proprio account su Overwatch in segno di protesta, Blizzard ha ricorso ai ripari impedendo il processo di disabilitazione.

 

South Park viene trasmesso a Hong Kong

Band in China, l’episodio che ha causato la quasi completa censura di South Park nel territorio cinese, martedì mattina è stato proiettato nelle strade di Hong Kong, la puntata della stagione numero 23 della serie prende di mira l’atteggiamento “prudente” che Hollywood tende ad avere rispetto ai propri prodotti per renderli appetibili per il mercato cinese e non offendere il governo di Pechino . La censura del Paese si era abbattuta sull’intera serie, scomparsa dai social, piattaforme di discussione e servizi streaming.

La puntata tuttavia è riapparsa, inserendosi nella più ampia forma di protesta in atto da mesi a Hong Kong, proiettata nel distretto di Sham Shui Po, facendo il giro dei social.

Apple e Hong Kong

Anche Apple è stata presa di mira dalle proteste di Hong Kong:

Secondo il blog Hiraku e il sito Hong Kong Free Press, apple avrebbe rimosso con l’ultimo aggiornamento  la bandiera di Taiwan tra gli emoji disponibili a Hong Kong e Macao, le due regioni amministrative speciali della Repubblica Popolare Cinese , infatti, chi ha registrato il proprio dispositivo in una delle due regioni non può più vedere l’emoji di Taiwan tra quelli disponibili nell’elenco. La Cina  non riconosce l’indipendenza proclamata nel 1949 di Taiwan, la considera una provincia “ribelle” e con le proteste di Hong Kong il rapporto tra le due repubbliche si è aggravato.

Hpmap.live in funzione

La mappa di Hpmap.live

Un’altro caso che conferma  il complicato rapporto di Apple con la Cina è stato anche la rimozione di due applicazioni sul suo store  Hpmap.live, una app che funziona sulla base della raccolta d’informazioni di crowdsourcing e che individua e segnala la presenza di agenti o di veicoli della polizia nei paraggi e  l’app di Quartz, rivista americana attiva nel raccontare le proteste di Hong Kong, questa applicazione non è più presente dello Cinese di Apple.

Per quanto riguarda la rimozione di Hpmap.live,  Tim Cook attraverso una lettera ai propri dipendenti (molto di loro cinesi o di origine cinese)  ha spiegato che l’applicazione è stata usata:

“Per prendere di mira singoli agenti con violenze e perseguitare specifici individui e proprietà dove non c’è la polizia, violando così le leggi di Hong Kong, le informazioni fornite dall’app sono innocue; tuttavia, nel corso degli ultimi giorni abbiamo ricevuto informazioni attendibili dall’Hong Kong Cybersecurity and Technology Crime Bureau, così come da utenti di Hong Kong, secondo le quali l’app è stata usata per mappare i posti di controllo della polizia, zone calde dove sono in corso proteste e altre informazioni”

Riassumendo, secondo Tim Cook questa applicazione permetteva ai manifestanti di capire dove non ci sono forze dell’ordine e vandalizzare la città.

La lettere di Tim Cook continua:

 

“Non è un segreto che la tecnologia può essere usata per scopi benevoli o malevoli. Questo caso non è diverso. L’abuso generalizzato viola chiaramente le nostre linee-guida dell’App Store che escludono app che in qualche modo possono arrecare danni alle persone. Abb1iamo creato l’App Store – continua l’amministratore delegato – per essere un luogo sicuro e fidato per tutti gli utenti. È una responsabilità che prendiamo molto seriamente, ed è qualcosa che vogliamo tutelare. I dibattiti nazionali e internazionali saranno infiniti e, benché importanti, non tengono in considerazione i fatti. In questo caso, li abbiamo profondamente esaminati e riteniamo che questa decisione permetta di proteggere i nostri utenti”

Apple per questa scelta è stata aspramente criticata specialmente dalle testate giornalistiche americani e inglesi per la sua scelta che si allontana dal “Think different” cioè dallo slogan di Apple in uso tra la fine degli anni novanta e l’inizio degli anni 2000.

Seguici sulla nostra Pagina Facebook, sul profilo Instagram ed entra nel nostro gruppo su Telegram.

Alieno Nerd che ha lavorato dentro un museo di videogiochi sotto copertura. Attualmente si dedica all'esplorazione spaziale alla ricerca della nerdaggine pura. Adora la birra.

Advertisement
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

19 − = 9

Advertisement

Esclusive Facebook

Popolari