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La vita di Elliot Rodger: My Twisted World

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Chi è Elliot Rodger?

Oggi il fenomeno degli incel non rappresenta nulla di nuovo per i media: il termine viene utilizzato di frequente soprattutto su internet. Eppure, c’è stato un tempo nel quale quest’espressione era praticamente sconosciuta ai più.

Questo fino al massacro di Isla Vista, un episodio di violenza scaturita dalla frustrazione del ventiduenne Elliot Rodger verso il mondo e verso le donne.

I primi anni

Elliot Oliver Robertson Rodger nasce a Londra il 24 luglio 1991 in una famiglia benestante. Il padre, Peter Rodger, lavora insieme alla moglie Chin come regista per progetti cinematografici e pubblicitari.

Nel 1996 la famiglia Rodger si trasferisce a Los Angeles nel lussuoso quartiere delle Woodland Hills, dove Elliot trascorrerà un’infanzia agiata frequentando l’ambiente cinematografico dell’epoca, ma senza sviluppare autentiche amicizie o frequentazioni.

Elliot rodger

Il primo evento che incrina la sua fino a quel momento tranquilla quotidianità è il divorzio dei suoi genitori nel 2006: quest’evento, accaduto all’età di 15 anni, è vissuto da Elliot come un tradimento, in particolare da parte di sua madre, come scriverà successivamente nel suo manifesto.

Il post divorzio e l’adolescenza

Dopo il divorzio, Elliot trascorre l’adolescenza sballottato tra la casa del padre e della madre, subendo la strumentalizzazione dei genitori in perenne contrasto per il suo affido. La situazione si aggrava ulteriormente quando il padre investe tutto il suo patrimonio in un documentario che lo lascia sul lastrico e sommerso dai debiti, incapace di provvedere al figlio e alla ex moglie.

Senza una figura di riferimento, Elliot vive gli anni della sua prima adolescenza (soprattutto in ambito sentimentale) in una condizione di alienazione e solitudine sempre più marcate, sviluppando un risentimento sempre maggiore nei confronti del mondo e in particolare delle donne.

Elliot Rodger

È in questo periodo, infatti, che Elliot comincia a interiorizzare una filosofia che lo accompagnerà per il resto della sua breve vita e che dopo esser stato riportato nel suo manifesto ispirerà il movimento incel: il pensiero che i rapporti sentimentali siano riservati a persone di aspetto estetico sopra la media.

La rabbia di Elliot Rodger

Nel 2011 all’età di 20 anni Elliot è considerato dal padre un adulto autonomo, ed essendo ignaro delle convinzioni del figlio, decide di prendere per lui un appartamento a Isla Vista per fargli frequentare il college di Santa Barbara.

In questo nuovo ambiente, però, i problemi relazionali di Elliot si aggravano: cresce in lui la convinzione che il mondo e le altre persone gli abbiano voltato le spalle ed è proprio in questo periodo che comincia a scrivere il suo manifesto intitolatoMy Twisted World”, in cui racconta la storia della sua vita e le ragioni che lo porteranno a commettere una strage.

Prima del fatidico giorno, il suo accanimento verso le persone che lui considerava privilegiate (perché impegnate in una relazione sentimentale) si era manifestato solo in sporadici episodi di aggressione non violenta, come ad esempio il lancio di una bevanda contro una coppia per strada.

Elliot Rodger

Elliot Rodger nel suo video “Retribution”

Ma questa ossessione si concretizza ben presto con l’acquisto di alcune pistole e coltelli da usare per dare corpo alla sua frustrazione, in quello che lui definiva “day of retribution“.

The Elliot Rodger’s retribution

Il 23 maggio del 2014 Elliot darà vita ad una vera e propria follia omicida.

Le prime vittime della strage sono i suoi tre coinquilini (anche loro studenti dell’università di Santa Barbara) che vivono insieme a lui nell’appartamento di Seville Road; inizialmente Elliot aveva pianificato di utilizzare l’appartamento per attirarvi le vittime e nasconderne i corpi, ma dopo aver ucciso i tre ragazzi con ben 140 coltellate complessive, esce dal dormitorio e si dirige verso la sua auto.

Dentro la vettura, Elliot registra e carica su Youtube un video intitolato “Elliot Rodger’s retribution” nel quale anticipa la strage per poi mandarlo via email, insieme al suo manifesto, a 34 persone (inclusi i suoi genitori e il suo psicologo), per poi dirigersi verso l’edificio della Confraternite Alpha-Phi, dove Elliot riteneva vivessero le ragazze più attraenti del college.

Automobile

La BMW di Elliot Rodger dopo la strage.

Fortunatamente trova la porta d’ingresso chiusa e, dopo aver bussato invano numerose volte, decide di passare direttamente alla fase successiva del piano: prendere l’auto e percorrere la strade della cittadina sparando e cercando di travolgere più persone possibili.

Lungo il suo tragico percorso, Elliot Rodger ucciderà altre tre persone e ne ferirà quattordici per poi schiantarsi contro una macchina parcheggiata e togliersi la vita con un colpo di pistola alla tempia.

Dopo la tragedia

Dopo la morte di Elliot Rodger, questo massacro riaccenderà negli Stati Uniti il dibattito sul libero accesso alle armi e sui rischi annessi e connessi. Intanto, su internet molte persone cominciano a identificarsi in Elliot e nella sua rabbia, tanto che la strage di Isla Vista è considerata da molti l’evento che ha svelato agli occhi dell’opinione pubblica la violenza di stampo incel.

Questa tragedia ha provocato purtroppo anche altri episodi emulativi come la strage di Toronto del 2018, dove furono uccise dieci persone.

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