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Pirateria Informatica: chi sono i Cyber-corsari?

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Pirata, cd, dischi

Cos’è la pirateria informatica?

La pirateria informatica, in parole semplici, è un reato che consiste nel rivendere, diffondere gratuitamente o scaricare software o altro materiale infrangendo il diritto d’autore e le leggi che lo tutelano.

È un fenomeno che non ha certo bisogno di introduzioni, diffusissimo e che trova le sue origini affiancate a quelle dell’informatica stessa: i primi casi di pirateria informatica, infatti, risalgono addirittura a prima della nascita del web pubblico con la pratica di copiare i programmi statunitensi o britannici per poi venderli fisicamente a privati su cassetta o floppy.

Con l’arrivo del web l’informatica cambiò completamente e con essa anche la pirateria, diventando ancora più diffusa grazie alle alte velocità di download e ad un’infrastruttura in continua evoluzione, diventando poi un fenomeno tanto esteso quanto lo è oggi.

Ma come funziona, oggi, il mondo della pirateria informatica e chi opera nelle sue pieghe?

La nascita della pirateria moderna

La nascita del concetto moderno di “pirateria informatica” è spesso fatta coincidere con la creazione dei primi servizi di file sharing come BitTorrent e in particolare Napster (quest’ultimo particolarmente celebre per essersi attirato le ire di numerose figure del panorama musicale come i Metallica o Dr. Dre).

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Il primo computer convertito in server sul quale si appoggiò Piratebay

Nello stesso periodo nasce l’italianissimo TNTVillage e in Svezia il partito pirata crea Piratebay,  a tutt’oggi considerato uno dei principali snodi di file sharing su internet a quasi 20 anni dalla sua creazione

Il mondo del “brigantaggio videoludico”

Una delle forme di pirateria più diffuse è il cracking dei videogiochi. Per cracking si intende la modifica dei file di gioco che verificano l’acquisto lecito della copia, bypassando così i controlli di sicurezza inseriti dagli sviluppatori.

L’ambito gaming è particolarmente interessante da approfondire perché è alimentato da una community di appassionati e gruppi di esperti, come Codex o Conspiracy, che si sono specializzati nel crackare la sicurezza dei giochi il più velocemente possibile per il semplice gusto della sfida.

codex

Logo di Codex, uno dei gruppi di cracking più influenti.

Molti membri di questa community sostengono che l’implementazione di sistemi anti-crack porti a cali di frame e che in futuro, con la chiusura dei server di servizi come Denuvo, possa addirittura rendere i giochi che lo supportano inutilizzabili.

La gerarchia dei corsari

Per quanto possa non apparire, la community interna dei pirati informatici è una delle più chiuse e inaccessibili sull’internet visibile e sul deep web.

Tutto comincia dai cosiddetti Topsite, ovvero server privati dove i gruppi pirata distribuiscono ogni sorta di file e contenuto. Successivamente questi file vengono diffusi dai cosiddetti corrieri, tramite un processo di controlli e portavoce, ai siti di distribuzione come PirateBay e quindi successivamente all’utente finale.

piratebay

Schermata iniziale di PirateBay.

Un fattore che accomuna tutti i gruppi che si dedicano a questa pratica è la segretezza: i membri della community comunicano solo tra loro, non rilasciano interviste, non possiedono account social e interagiscono a malapena coi corrieri.

Le uniche dichiarazioni diffuse possono essere rinvenute sono nei file di testo allegati al contenuto scaricato nei quali è spesso inserito un disegno ASCII assieme ad una sintetica descrizione.

Perché la pirateria?

Se da un lato la pirateria ha causato danni economici immensi nell’industria videoludica, cinematografica, musicale e della comunicazione in generale, è possibile affermare anche che questo fenomeno si sia rivelato una opportunità positiva per molte persone: basti pensare, in questo senso, agli abitanti di Paesi nei quali l’informazione è censurata o l’accesso a contenuti stranieri è limitato.

Se in alcuni casi la pirateria è il prodotto di pratiche anti-consumatore o della inaccessibilità di specifici contenuti in una determinata area geografica, in rari casi essa può addirittura rappresentare un volano per portare ad un aumento delle vendite a favore dei creatori, fornendo agli utenti la possibilità di provare un prodotto prima di acquistarlo attraverso i canali ufficiali.

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