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La storia degli Hentai e le loro caratteristiche

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hentai

“Se esiste, c’è una sua versione porno”. Così recita l’ormai celeberrima Regola 34 di internet

Che siate navigatori esperti della rete oppure semplici marinai, è quasi del tutto impossibile che non vi siate imbattuti, per caso o per vostra volontà, in qualche parodia porno di un qualsiasi personaggio di fantasia. Magari un vostro amico per farvi uno scherzo vi ha passato un link dall’apparenza innocente, il quale conteneva il nome del vostro personaggio preferito di un libro, un fumetto o magari di un anime, ed una volta aperto invece di una fan art, vi siete ritrovati davanti ad un disegno pornografico raffigurante lo stesso personaggio.

Se avete chiuso quel link in fretta e furia senza mai ritornarci e senza neanche avere un briciolo di curiosità allora mi dispiace, ma questo articolo non fa per voi. Se invece siete rimasti intrigati, anche solo un poco, allora vi do il benvenuto! Sedetevi comodi, prendete una bibita ed uno snack, chiudete bene la porta ed assicuratevi che non ci sia nessuno nei dintorni che possa disturbarvi, perché sto per farvi fare un tour nel fantastico mondo degli hentai.

rule 34 hentai storia

Homepage del sito web della Regola 34 di internet

Come vediamo già dalla homepage del sito http://Rule34.xxx la stragrande maggioranza del “porno 2D“, cioè tutto quello che non ritrae persone realmente esistenti, è di origine nipponica o raffigurato attraverso lo stile giapponese dei manga.

Sono considerate “Hentai” soltanto le opere che adottano lo stile giapponese

Tutto il resto viene comunemente chiamato “Western porn”. Ma per capire il perché di tale distinzione dobbiamo fare un tuffo nel passato, alla scoperta della secolare storia degli hentai.

1814, Tokyo. Durante un faticoso giorno lavorativo come un altro nel Giappone del periodo Edo esce un libro. Un libro dentro al quale è presente un’opera che sarà destinata a rimanere per sempre impressa nella storia del genere umano. Si tratta de “Il sogno della moglie del pescatore” dell’artista Hokusai, già famoso per le sue passate opere.

hentai il sogno della moglie del pescatore

“Il sogno della moglie del pescatore”         Stampa 19 cm x 27 cm

L’opera fu realizzata in stile ukiyo-e (stampe a colore o in bianco e nero, create partendo da un blocco di legno inciso) e raffigurava una figura femminile, che aveva rapporti sessuali con due polpi contemporaneamente, traendone mutualmente piacere. A differenza di quanto si possa immaginare, l’opera non scaturì alcuno scalpore; infatti era pratica comune realizzare incisioni e stampe rappresentanti atti sessuali. Ricordatevi bene quest’opera, perché ci torneremo più tardi: ora dobbiamo tornare indietro di circa altri ottocento anni.

La prima traccia nella storia di arte giapponese a sfondo erotico la possiamo trovare nel Giappone del periodo Heian (794-1185 D.C.). In questo periodo viene coniato il termine “Shunga“, che sta a rappresentare proprio l’arte a sfondo erotico. Durante questi 391 anni gli Shunga erano disegnati su pergamene ed erano prodotti destinati alla nobiltà. Spesso infatti rappresentavano nobili intenti ad avere rapporti con monaci. Purtroppo non sono sopravvissuti abbastanza esemplari di queste pergamene per avere delle foto da inserire in questo articolo, ma ci sono molti libri di storia che ne parlano.

hentai opera storica giapponese

Opera senza titolo di Okumura Masanobu, approssimativamente creata tra il XVII ed il XVIII secolo

Come ben sappiamo, squadra che vince non si cambia. Con l’avanzare dei secoli e delle tendenze artistiche, gli Shunga seguirono le novità in fatto di tecnica e di gusti, portando alla loro trasposizione in stile ukiyo-e durante il periodo Edo (1603-1868 D.C.) e, di conseguenza, anche alla loro diffusione. Perché, come già accennato poco fa, le opere ukiyo-e erano stampe ottenute dall’incisione di un blocco di legno, dunque facilmente replicabili e producibili in quantità elevate.

La diffusione degli Shunga tra il grande pubblico viene facilitata anche grazie all’introduzione dei Koushokubon, letteralmente “Libri osceni”, raccolte di tavole Shunga, i nonni dei nostri manga a sfondo erotico (eromanga). Vi ricordate de “Il sogno della moglie del pescatore”? Bene, ora sappiamo che fu pubblicata in un Koushokubon e possiamo notare come lo stile sia cambiato da opere più antiche anche di solo un secolo. La particolarità di questa stampa sta non solo nel tema trattato, ma anche nella tecnica: infatti all’inizio del XIX secolo molti artisti si rifiutavano di stampare a colori, mantenendo la tradizione del bianco e nero.

Tutto sembrava andare per il verso giusto, i “libri osceni” venivano venduti in tutte le città importanti del Giappone e stavano acquistando sempre più popolarità tra tutte le fasce della popolazione, ma i disordini politici interni alla nazione hanno seriamente minacciato la serena crescita di questa forma d’arte.

Tra il 1866 ed il 1869 avvenne quella che oggi chiamiamo “restaurazione Meiji”, una guerra civile che vide le forze imperiali opporsi al governo dell’epoca governato da uno Shogun. Quando le forze vicine all’imperatore vinsero tentarono in diversi modi di sopprimere tutto ciò che rappresentava l’ormai passato shogunato attraverso editti, ma fortunatamente gli Shunga ne uscirono quasi incolumi.

Curioso come l’unica forma d’arte rimasta totalmente intatta sia stata proprio quella pornografica, eh?

Ormai la pornografia era una forma d’arte riconosciuta in tutto il paese e radicata nella storia della nazione, nessuno poteva fermare il suo proliferarsi. Fino al 1907.

Una riforma del Diritto Penale giapponese vide, grazie all’articolo 175, il divieto assoluto di mostrare in qualsiasi rappresentazione, pelo pubico femminile o genitali maschili non opportunamente censurati. Se avete prestato attenzione al mondo degli Hentai avrete sicuramente notato come la censura del pene è ancora obbligatoria, ma si prevede una revisione di questa norma nei prossimi mesi, mentre quella del pelo pubico non è più in vigore. Infatti la censura obbligatoria del pelo nelle “zone sacre” fu abolita solo verso la metà degli anni ’90.

hentai

Un negozio di articoli hentai in Giappone

Ma non tutto il male viene per nuocere. Infatti, proprio grazie a questa riforma, tutte le donne vennero rappresentate completamente glabre, cosa che ha contribuito all’idealizzazione della donna, che tanto ci piace vedere negli Hentai e non solo. C’è poi da dire che questa assenza forzata di pelo pubico ha permesso (grazie ai nuovi standard estetici ed ai nuovi gusti popolari) ad una vasta fetta del pubblico di oggi di apprezzare con più facilità le opere di periodi nei quali le tendenze ed i gusti in fatto di estetica erano ben differenti.

L’articolo 175 ha permesso anche l’evoluzione degli Hentai in quello che conosciamo oggi.

Ovunque sia presente un limite, ci sarà sempre qualcuno in grado di superarlo

E questo è proprio il caso di Toshio Maeda. 

Infatti nel 1989 il mangaka Toshio Maeda decise che era stanco di vedere censure su censure ad ogni Hentai che guardava o manga che sfogliava, così, ispirandosi al quadro di Hokusai, diede vita al primo Hentai della storia che vedeva avere rapporti sessuali con una donna non un umano, tramite l’utilizzo del suo pene, ma un mostro, attraverso l’ausilio dei suoi numerosi tentacoli.

Nasce così il tentacle rape.

Demon Beast Invasion (1989)

In questo modo la censura venne totalmente aggirata, perché non venivano mostrati organi maschili, ma bensì pendici aliene che riuscivano in qualche modo ad essere umide ed a secernere strani e misteriosi fluidi biancastri. Era così l’inizio di un era.

Maeda non ha soltanto permesso al mondo di gustarsi un po’ di sano porno senza censura. Ha fatto molto di più. Ha spianato la strada a molti nuovi generi, permettendo a moltissimi autori di osare e sperimentare. Ciò che è nato come tentacle rape, si è evoluto in modi differenti arrivando a noi oggi sotto forme diverse. Via via evolvendosi, non era più un malvagio mostro alieno a violare le zone proibite di una ragazza, ma viceversa. Sono nate di conseguenza le Monster Girls, donne che condividono parzialmente o totalmente la fisionomia del loro corpo con mostri e bestie mitologiche, ma anche le Kemono Girls,che a differenza delle Monster Girls condividono la loro fisionomia con quella degli animali. Ma su queste due categorie torneremo più tardi.

Facendo un passo indietro possiamo individuare quelli che sono i primissimi Hentai come li intendiamo oggi. Sto parlando di “Le mille ed una notte” e “Cleopatra“, rispettivamente usciti nel 1969 e nel 1970, entrambi di Osamu Tezuka, autore di Astro Boy.

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Vi ricordate come gli Shunga seguissero l’evolversi della tecnica e dei gusti? Il discorso non cambia per i moderni Hentai. Nel 1982 viene pubblicato il primo videogioco erotico giapponese (eroge) della storia: Night Life, pubblicato dalla Koei. Questo gioco era nato con l’intento di educare le coppie a vivere meglio la loro vita sessuale, istruendole con nuove pratiche e posizioni, un po’ come se fosse un libro del Kamasutra ma in chiave moderna.

A dieci anni di distanza da Night Life, nel 1992, viene pubblicato il primo Dating Sim, un vero e proprio videogioco con caratteristiche sessuali, nato per intrattenere un pubblico e non educare le coppie. Il gioco in questione è Dokyusei, pubblicato dalla ELF. Negli anni a seguire molti altri Dating Sim vedranno la luce, senza mai smettere di venire prodotti, diventando un affermato prodotto che ci ha raggiunti fino ad oggi e che rimane un genere di videogioco apprezzato da una fetta di pubblico sempre più vasta. Vedremo in dettaglio questo genere più avanti.

Gli Hentai sono diventati un fenomeno di massa conosciuto in tutto il mondo

Considerando quanto forte sia stata la presenza degli Hentai nella storia del Giappone e quanto siano stati in grado di adattarsi alle novità tecnologiche, era chiaro che presto o tardi avrebbero invaso la scena mondiale della pornografia, facendosi conoscere ad ogni angolo del globo terracqueo. Internet facilitò questo processo facendo da catalizzatore e permettendo al pubblico internazionale di venire a conoscenza di questa particolare variante della pornografia.

Dopo poco più di un decennio dall’apertura del World Wide Web (1991), gli Hentai si fecero conoscere bene al pubblico di massa, entrando a far parte di opere terze come film e serie tv, ricevendo menzioni e facendo crescere ulteriormente la loro notorietà.

Nel tempo è cambiato anche il modo in cui questi prodotti nipponici possono essere goduti. Negli ultimi anni sono stati sviluppati videogiochi sempre più sofisticati, e la tecnologia ci ha sorpreso con i Visori per la Realtà Virtuale, come il famoso Oculus Rift. Ovviamente il mondo del porno non si è fatto attendere, e in men che non si dica sono apparsi giochi dedicati appositamente a questo tipo di fruizione, o con modalità studiate ad hoc, come Custom Maid 3D 2, il quale permette di utilizzare anche un simpatico controller per il gioco, il Chu-b Lip. Vi lascio immaginare come possa venire impiegato.

hentai

Un esempio di grafica utilizzando l’Oculus Rift in un gioco erotico

Questo genere di giochi è sempre stato vissuto e distribuito in ambienti underground, ma ci sono solide speranze perché possa diventare anch’esso un genere mainstream. Infatti le principali console da gaming hanno iniziato a distribuire giochi vecchi (con contenuto erotico ma non esplicitamente sessuale) sulle loro piattaforme, Steam ha dato il via libera alla pubblicazione di videogiochi non censurati. Tutto ciò lascia aperta una luminosa finestra verso il futuro.

Adesso, dopo aver parlato approfonditamente della storia fino ad oggi, possiamo parlare di quelle che sono le caratteristiche principali degli Hentai, come si suddividono, i generi e le piattaforme di distribuzione.

Gli Hentai non si chiamano tutti allo stesso modo

Uno degli errori più comune per i non addetti ai lavori è quello di ridurre tutti i generi con lo stesso nome, Hentai. Ma la realtà è differente, infatti posso essere individuate cinque macro categorie:
Gli Hentai “classici”, ovvero i prodotti di animazione in stile anime a sfondo pornografico. Quelli che più semplicemente possiamo chiamare “anime porno”;

Gli Eromanga, opere cartacee che raffigurano personaggi originali mentre hanno rapporti sessuali. Semplicemente chiamanti “manga porno”; Le CG Artwork, disegni creati in digitale da utenti della rete, che possono raffigurare personaggi esistenti oppure originali. Uno dei più famosi autori è Hews.

Gli Eroge, dall’unione di Ero e di Games, sono i videogiochi che contengono materiale pornografico all’interno. Molte Visual Novel possono essere classificate come Eroge, senza avere il focus principale sul contenuto sessuale. Ne parlerò in dettaglio più avanti.

Per concludere, gli (H) Doujin. Su questa categoria è necessario soffermarci di più per fare chiarezza, in quanto la nomenclatura è generalmente errata. Infatti il termine “Doujin” sta ad indicare una qualsiasi opera che viene pubblicata in maniera autonoma, senza passare per una casa editrice oppure produttore. Esistono fiere dedicate agli autori di Doujin, tra le quali la più famosa è il Comiket di Tokyo.

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Molti Doujin ottengono una discreta notorietà grazie all’utilizzo di personaggi già esistenti e creati da un altro autore, come nella categoria di seguito illustrata. Con Hentai Doujin (abbreviato H-Doujin) invece si indicano le opere Doujin che hanno come focus principale la componente sessuale. Da anni ormai si tende erroneamente ad indicare con Doujin soltanto gli H-Doujin Eromanga, alterando il significato originale del termine.

Ora che conosciamo i principali generi possiamo parlare delle categorie più famose e ricercate.

Le categorie Hentai

Le categorie base che suddividono tutte le opere (che per comodità chiameremo generalmente Hentai) fanno riferimento all’orientamento sessuale dell’opera stessa. Se si tratta di un opera dove un maschio ed una femmina intrattengono dei rapporti, si parla di Het. Se sono due femmine invece si parla di Yuri. Quando invece sono due maschi a divertirsi tra di loro, si parla di Yaoi. Data la maggioranza di pubblico femminile per questa categoria, spesso i maschi hanno tratti dolci e generalmente femminili.

Le categorie degli Hentai (che chiameremo tag) sono davvero numerosissime, sfiorano le migliaia, dunque è impossibile affrontarle tutte. Se prendiamo in esame le più popolari ne otteniamo comunque diverse decine, io qui farò solo qualche esempio:

  • Footjob: masturbazione maschile da parte di (generalmente) una ragazza che utilizza i propri piedi;
  • Bondage/ Breast Bondage: il partner viene legato con delle corde, spesso si pone l’attenzione sui seni del partner femminile dedicando così una tag specifico;
  • Fantasy: questo tag comprende diversi sotto-tag come Monster Girl e Kemono Girl. Da questi tag ne derivano altri più specifici come Cat Girl oppure Kemonomimi, dove la parte animale si riflette solo nelle orecchie della ragazza e in alcune attitudini comportamentali tipiche della specie animale scelta;
  • Harem: il/la protagonista intrattiene rapporti con più partner anche contemporaneamente;
  • Incest: generalmente fratello e sorella, intrattengono rapporti incestuosi. Ma così come per il tag Fantasy, dall’Incest derivano numerosi tag, come MomxSon oppure FatherxDaughter e così via;
  • Futanari: donna che nasconde una “virtù” ben spiccata, che spesso intrattiene rapporti con uomini, ma anche donne.
tag hentai esempio

Esempio di suddivisione dei tag di un H-Doujin

Controversie e “tag proibiti”

Data la grandissima quantità di tag è normale che ne siano presenti alcuni che soddisfano le fantasie di una minoranza, mentre non sono di gradimento o disgustano la maggior parte dell’utenza. E’ questo il caso dei “tag proibiti“, così chiamati in gergo, tag che rovinano l’esperienza alla maggior parte dei fruitori di Hentai. Esempi di tali tag possono essere lo scat (riguarda il coinvolgimento di feci), abortion, snuff (tortura) e tutto ciò che è vicino a queste categorie.

Un tag che invece è largamente condiviso e che piace alla maggioranza degli utenti è il tag “loli” o “lolicon” oppure in alternativa la sua controparte maschile, “shota” e “shotacon“. Questi tag raffigurano rispettivamente rapporti con personaggi femminili con sembianze molto giovanili (seno poco sviluppato, statura contenuta) o direttamente minorenni (anche largamente) e rapporti con personaggi maschili con simili caratteristiche (con la differenza che uno shota generalmente ha un pene esagerato per l’età di appartenenza).

hentai

L’anatomia di una loli secondo u/ambulance-kun (Reddit)

Il tag loli, a differenza dello shota, viene spesso preso di mira dai media e dalle leggi nazionali, raffigurando chiunque usufruisca di materiale appartenente a questa categoria come un pericoloso pedofilo, e sopprimendo con tutte le forze la diffusione di qualsiasi prodotto con questo tag. Il caso più eclatante è stata la rimozione dal celeberrimo sito di distribuzione di Hentai Hentai Heaven l’intera categoria lolicon, da parte dell’FBI. Spesso le leggi nazionali che vietano la distribuzione di materiale raffigurante minori possono essere aggirate dai distributori posizionando i propri server in stati con leggi più permissive, come l’Italia, la quale non considera pedopornografia i disegni, a patto che non siano fotorealistici, il che non è il caso degli Hentai.

Considerazioni finali

Ritengo che tutto il panorama pornografico di fantasia, dagli Eroge agli Eromanga agli Hentai, sia un luogo fantastico perché permette di dare sfogo alle fantasie più nascoste e più, appunto, fantasiose, permettendoci di evadere dalla monotonia della vita quotidiana e dai limiti imposti dalla fisica.

Anche le categorie più “basilari” come il vanilla (dove c’è del normalissimo sesso senza altre particolarità) permettono di far godere l’utente di un’esperienze differente dal normale, sia per lo stile che per i tempi, ma anche le posizioni ed i contesti.

Attraverso la fruizione di Hentai è possibile vivere storie di amore perfette o totalmente sbagliate, intrigarsi con trame mai viste prima in opere “3D“, scoprire fetish (o semplicemente “gusti”) fino a quel momento ignorati come calze, piedi, ragazze-mostro o ragazze-gatto che non esistono ma anche la passione per vedere rapporti con partner più grandi o giovani del protagonista (protagonista nel quale lo spettatore spesso e volentieri si immedesima). Come ho già detto è uno sfogo di desideri e passioni intime e nascoste, non un mezzo attraverso il quale “fomentarsi” fino ad arrivare ad un punto dove si vuole sperimentare nella vita reale ciò che si vede sullo schermo.

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E’ dunque sbagliato considerare pericolosi quegli individui che traggono piacere dalla visione di materiale che raffigura personaggi con sembianze giovanili o in età minorile, in quanto non rappresentano alcun pericolo per la società né (nella maggior parte dei casi) provano lo stesso piacere e desiderio verso persone realmente così giovani.

Allo stesso modo nel quale una persona che prova piacere nel visionare materiale che rappresenta trap (personaggi all’apparenza femminili, ma che in realtà sono maschi) non è in realtà omosessuale, un individuo che guarda loli non è un pedofilo, né potrebbe diventarlo.

Finché rimane tutto dietro uno schermo, non esiste pericolo

Vorrei lasciarvi con un’ultima frase ed un link ad un video di chi ha già affrontato approfonditamente questo tema. Divertitevi, esplorate la vostra sessualità e scoprite quanti più kink possibile per rendere più interessante la vostra vita, perché chi vive bene la propria sessualità vive bene anche la propria vita.

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Ciao a tutti, sono Punto Eaccapo, ma potete chiamarmi semplicemente Punto. Sono un grande appassionato di Hentai perché li considero una forma espressiva dell'arte molto potente. Quando non mi dedico allo studio degli Hentai passo il mio tempo a giocare online oppure a fotografare tutto ciò che coglie la mia attenzione. Potete guardare le mie foto andando a visitare il mio profilo Instagram!

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