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La storia di Hong Kong 97 – il gioco più brutto di sempre

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La crisi cinese mi fa venire in mente un giochino senza licenza chiamato Hong Kong 97 .

Considerato da tutti il videogioco più brutto di sempre, si nasconde in realtà una storia che sfortunatamente si collega con le proteste che stanno scuotendo Hong Kong in questo momento.

La crisi di Hong Kong va infatti avanti da mesi, con manifestazioni e proteste che avvengono ogni weekend e che sempre di più finiscono in violenza, con la minaccia costante dell’intervento militare da parte del governo cinese. Quello che sta accadendo attualmente sta avendo ripercussione a livelli mediatico per via della storia particolare di quest’isola.

Infatti Hong Kong fino al 1997 fu controllata dal Regno Unito e governata secondo le sue leggi, e poi passò sotto il controllo della Cina, che cominciò fin da subito a essere molto presente nella vita politica del territorio.

le proteste a Hong Kong

Hong Kong si regge infatti sul principio: “Un paese, due sistemi” cioè da un lato  viene ribadita l’unità nazionale della Cina, dall’altro viene riconosciuta la diversità di Hong Kong, contraddistinta da un proprio ordinamento giuridico, politico e legislativo, e da un diverso sistema economico.

Hong Kong 97: il gioco e la “trama”

Ritornando al gioco di questo articolo, esso fu sviluppato da un dal giornalista di giochi giapponesi  chiamato Yoshihisa “Kowloon” Kurosawa in solo due giorni  e pubblicato per Super Famicon nel 1995  da HappySoft Ltd, una compagnia di giochi homebrew.

Nel mondo dei videogiochi  Hong Kong 97 è diventato un brutto videogioco cult, invece in Giappone  dove è stato commercializzato è considerato un Kusoge, un termine giapponese che indica un gioco scarso. Il termine deriva da kuso (くそ? “m+rda”) e , abbreviazione di gēmu (ゲーム? “gioco”).

Eppure, nonostante questo appellativo il gioco è diventato famoso per via della sua trama fantascientifica che raggiunge l’apice dell’assurdo.

Il gioco è incentrato sul trasferimento della sovranità di Hong Kong nel 1997 ma lo fa in chiave futuristica. Come dice l’introduzione del gioco, la gente della Cina continentale (per via del cambio di sovranità), inizia a emigrare a Hong Kong e questa cosa  ha aumentato notevolmente il tasso di criminalità.

Per contrastare la crescente criminalità, Chin (un parente lontano di Bruce Lee), drogato di eroina e vera e propria macchina omicida, viene assunto dal governo di Hong Kong (capeggiato da Chris Patten, appunto l’ ultimo governatore inglese  dell’isola di Hong Kong ) per spazzare via tutte le 1,2 miliardi di persone in Cina.

Allo stesso tempo, in Cina cercano riportare in vita  Tong Shau Ping (Deng Xiaoping) attraverso la clonazione, per usarlo come  “arma suprema” per conquistare Hong Kong.

la intro del gioco

 

Hong Kong 97: il gameplay

Per quanto riguarda la  modalità di gioco è molto semplice: il giocatore controlla Chin con l’obiettivo di sparare e schivare la popolazione cinese assieme agli agenti di polizia che si muovono verso il basso dalla parte superiore dello schermo.

Quando vengono colpiti, i nemici esplodono in funghi atomici,  e dopo aver ucciso trenta  nemici appare il boss finale, l’arma suprema, che in realtà si tratta della testa  gigante di Deng Xiaoping.

Se il giocatore muore, il gioco finisce immediatamente e compare lo schermata del  Game Over in cinese, con le parole  “CHIN IS DEAD!” (“CHIN È MORTO!”) . Questa schermata ha come sfondo l’immagine di un vero uomo morto, con tanto di fori di proiettile in faccia. Il fotogramma  in questione appartiene a un  shockumentary chiamato  New Death File III(新・デスファイルIII) contenenti immagini abbastanza disturbanti provenienti da tutto il mondo, Giappone incluso.

la schermata di game over

All’inizio del gioco è  possibile ascoltare il ritornello del brano  “I Love Beijing Tiananmen“, si tratta di una canzone per bambini cinese scritta durante la rivoluzione culturale attuata da Mao Zedong.

Hong Kong 97: lo sviluppo

Per quanto riguarda lo sviluppo di questo titolo, durante un’intervista a  Yoshihisa “Kowloon” Kurosawa nel gennaio 2018 l’autore dichiarò che il suo obiettivo era quello di creare il peggior gioco possibile beffando in questo modo l’industria dei videogiochi e le sue politiche.

Quando ero piccolo sognavo di lavorare nel settore videogame, ma non mi piacevano i giochi Nintendo, i loro giochi mi sembravano troppo semplici anche dal punto di vista dei personaggi. A quei tempi tutti i giochi era prodotti e pubblicati da Nintendo  o Sega e quindi era impossibile realizzare un gioco indipendente. Bisognava rispettare degli standard anche a livello etico o dovevi pagare anche delle royalties solo per fare sviluppare il gioco.

Yoshihisa "Kowloon" Kurosawa

Yoshihisa “Kowloon” Kurosawa l’autore di Hong Kong 97

Kurosawa prese la musica da un Laser Disc di seconda mano che aveva preso a Shanghai Street.

Per quanto riguarda lo sprite del personaggio  principale, fu preso da un poster di un film di arti marziali di Hong Kong del 1984 Il mistero del conte Lobos, che aveva come  protagonista Jackie Chan.

Inoltre, visto che Kurosawa non aveva le competenze adatte nel campo della programmazione, chiese aiuto a suo amico che lavorava presso la software house giapponese Enix (adesso chiamata Square Enix) ma per via degli impegni del programmatore lo aiutò soltanto due giorni.

Hong Kong 1997 rappresenta l’apice di Kurosawa nel mondo dei videogiochi, visto che la sua esperienza in questo campo si conclude nel 2002 con lo sviluppo di un FPS sconosciuto per Playstation 2. Attualmente scrive per  una rivista underground  di viaggi chiamata Six Samana e produce documentari di nicchia.

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Alieno Nerd che ha lavorato dentro un museo di videogiochi sotto copertura. Attualmente si dedica all'esplorazione spaziale alla ricerca della nerdaggine pura. Adora la birra.

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